ARTURO VERMI


opere 1959-1984
(diari, paesaggi, presenze, inserti, frammenti)



sabato 13 novembre 2010
ore 18,00
inaugurazione della mostra e drink

ARTURO VERMI, nato a Bergamo nel 1928
è morto a Lecco il 10 ottobre del 1988.
Inizia a dipingere da giovane, dapprima
paesaggi espressionisti e subito dopo quadri
informali e materici. A Milano frequenta Brera
e il "Giamaica", nel clima vivo di quegli anni fa
amicizia con Fontana,Manzoni,Castellani e tutti
gli altri artisti.La svolta nel 1961 quando insieme
con Ferrari,Sordini,Verga e La Pietra fonda il
gruppo artistico "Il Cenobio". Sono di quegli anni
la serie dei quadri "Diari";"Presenze"; "Inserti" con
cui si impone all'attenzione della critica e del collezionismo.
La ricerca artistica del gruppo "Cenobio" insieme con
"Azimuth" e i Gruppi di ricerca visiva e optical ha
caratterizzato l'arte e la cultura sia milanese che
italiana per tutti gli anni '60/70. Dopo il 1970, scioltosi
"Il Cenobio", Arturo Vermi prosegue il lavoro aprendosi
a ricerche piu spaziali con le sue "Piattaforme" e "Frammenti",
strutture lignee ricoperte di grafite nera oppure laminate
con foglia d'argento o d'oro. Una sorta di Dolmen che inserirà
negli allestimenti delle sue mostre. Nel 1975 propone il suo
concetto per una rinnovata felicità attraverso la rivista "Azzurro"
e il noto "Manifesto del Disimpegno".
La Galleria Peccolo aveva già reso omaggio a
questo straordinario artista nella retrospettiva
organizzatagli a Livorno nel 1997. Nella seconda mostra
odierna ha scelto di evidenziare maggiormente, insieme
con i più conosciuti quadri "Diari", le luminose opere
spaziali dorate o argentate: "Piattaforme" e "Frammenti".
Nel catalogo che accompagna la mostra a cura
delle Edizioni Peccolo, la riproposta di una storica
introduzione scritta da Tommaso Trini nel 1974
insieme ad alcuni scritti editi ed inediti dell'artista.

PINO PASCALI

sabato 30 ottobre 2010 ore 18,00
evento in galleria n. 341

PRESENTAZIONE DEL LIBRO
PINO PASCALI
a cura di Anna D' Elia
Volume monografico, Ed. Electa, Milano

INTERVENTI di
Anna D' Elia e Flaminio Gualdoni

Enrico Cattaneo

sabato 16 ottobre 2010 ore 18,00

PRESENTAZIONE DEL LIBRO
"Enrico Cattaneo" Nomos Edizioni, Busto Arsizio

saranno presenti alla tavola rotonda:Enrico Cattaneo, Anna Comino, Guido Galimberti, Maria Rosa Pividori, Patrizia Serra.

Letizia Battaglia

evento n. 340

giovedì 14 ottobre 2010 ore 18,00

LETIZIA BATTAGLIA
vincitrice Premio Ciampi L'altrarte 2010
presente l'artista

proiezione del film-documentario
"Battaglia" di Daniela Zanzotto

ingresso libero

ENRICO CATTANEO - fotografie

mostra n.339

sabato 18 settembre 2010
ore 18,00
inaugurazione e drink



In mostra le foto “intime” e sperimentali di Enrico Cattaneo.
Nato a Milano nel 1933 e da sempre fotografo attivo nell’ambiente artistico milanese: dagli incontri negli anni ’60 al “Giamaica” di Brera, agli scatti del 1970 dedicati al Festival milanese dei Novo Realisti fino a tutti i più recenti avvenimenti che hanno caratterizzato l’arte e la cultura italiana di questi ultimi decenni.
La Fondazione Mudima di Milano gli ha dedicato nel marzo 2010 un’ampia mostra antologica di documenti e foto scattate negli atelier di artisti famosi oppure ripresi durante delle sale personali delle Biennali veneziane.
Diversamente da altre esposizioni in questa mostra personale la Galleria Peccolo ha scelto di presentare le sue fotografie più sperimentali: le chimifoto insieme con alcune pose elaborate in studio dal soggetto più artistico come le Maschere e i Personaggi.


Nel catalogo che accompagna la mostra a cura delle Edizioni Peccolo, un’intervista all’artista di Federico Sardella.
sabato 16 ottobre 2010 ore 18,00
"Enrico Cattaneo, GUERRIERI" Nomos Edizioni, Busto Arsizio
PRESENTAZIONE DEL LIBRO
saranno presenti alla tavola rotonda:
Anna Comino, Guido Galimberti, Maria Rosa Pividori, Patrizia Serra e Enrico Cattaneo

Periodo della mostra: dal 18 settembre al 17 ottobre 2010
tutti i giorni ore 10-13 / 16-20 Festivi e lunedì chiuso.
venerdì 16 LUGLIO 2010 ore 21,00

in occasione del "Finissage" della mostra
"COLLEZIONISTA di SOGNI"
Una Collezione privata livornese di Arte
Moderna e Contemporanea

"Una voce dal mare"
performance di Simonetta Filippi
lettura e musica per Luciano
alla chitarra Valentina Fortunati.

Al termine lettura di brani dal libro
"Sirena Spiegata"


sabato 17 LUGLIO 2010 ore 21,00

"alcuni soffi...per Luciano"
Stefano Agostini
- flauti
Massimo Signorini - fisarmonica

Il catalogo della mostra a cura di Ivo Lombardi
è in vendita e il ricavato verrà donato al Reparto
Cure Palliative dell' Ospedale di Livorno.

Il libro "Sirena Spiegata" è in vendita e il
ricavato verrà donato al Reparto Cure
Palliative dell'Ospedale di Livorno

COLLEZIONISTA DI SOGNI

n. 338
Collezionista di Sogni
una rassegna di opere da una privata
collezione, livornese, d'arte moderna

Inaugurazione:
Sabato 26 Giugno alle ore 21.00

- Concerto musicale degli allievi Istituto
ISIS "Nicolini Palli" di Livorno in omaggio
a L.B. e di seguito

una rassegna di opere raccolte da L.B. in
oltre 30 anni di appassionato collezionismo
di arte moderna e contemporanea.
Mostra a cura di R.Peccolo e I.Lombardi
Catalogo con interventi e scritti di amici e
critici d'arte.

Roberto Peccolo "La poesia non segue le quotazioni dellea Borsa"

http://robertopeccolo.blogspot.com/2010/06/la-poesia-non-segue-le-quotazioni-della.html







26 Giugno – 18 Luglio 2010

Orario: 10-13/16-20 festivi e lunedì chiuso

Edizioni PECCOLO al MART di Rovereto

video della presentazione
http://www.youtube.com/watch?v=UVLOkwXHT2U&list=UUgQkVJAYF55joG9JBNMBpkg&index=1&feature=plcp

Edizioni Peccolo al Salone del Libro di Torino

Le Edizioni Peccolo saranno presenti al

SALONE INTERNAZIONALE
DEL LIBRO di TORINO - Lingotto Fiere
13 - 17 Maggio 2010

EVENTI da non perdere

Sala Incubatore

GIOVEDI, 13 Maggio 2010 ore 14,00

Presentazione del Libro d'Artista:
RAFFAELLA FORMENTI"LETTERE dal bordo di un monitor"
Collana "Memorie d'Artista" n. 9

Presente l'Autore, intervengono: la poeta musicista performer GIOVANNA TURRINI


e il poeta performer REMO REMOTTI, che al termine dell'incontro leggerà il suo pezzo “Noi non riusciamo più a vedere”.



.........................


Sala Incubatore
VENERDI, 14 maggio 2010
ore 11,00

Presentazione del Libro d'Artista:



ARRIGO LORA-TOTINO "foneentafonomachia"
Collana "Memorie d'artista" n. 5

Performance - lettura dell'Autore
Introduce il critico SANDRO RICALDONE

JACQUELINE de JONG

n.337

JACQUELINE de JONG
Dipinti, disegni e gouache dal 1959 al 2009.

Sabato 22 Maggio alle ore 18.00


"S.T." 1963 olio su tela cm.46x38

22 Maggio – 24 Giugno 2010

Orario: 10-13/16-20
festivi e lunedì chiuso

Una succinta rassegna di opere dal periodo
COBRA, ai lavori Situazionisti, fino alle tele
recenti. Una speciale sezione della mostra
è dedicata alla serie di lavori "modificazioni"
realizzati nel 1998 a 4 mani con Enrico Baj
dal titolo "Omaggio a Asger Jorn".

Jacqueline de Jong è nata nel 1939 a Enschede
in Olanda e vive e lavora in Francia e ad Amsterdam.
I suoi primi quadri sono fortemente espressivi e
di impianto COBRA. Dal 1960 inizia ad esporre le sue
opere in Gallerie e Musei Olandesi, Svedesi e Tedeschi.
Nel 1960 aderisce al gruppo SPUR tedesco e diviene
membro dell'Internazionale Situazionista, stringendo
amicizia e collaborazione con Guy Debord e Asger Jorn.
Tra il 1962 e 1967 pubblica il bollettino "Situationist Time".
E nel maggio '68 è a Parigi dove progetta e stampa molti
manifesti per il movimento studentesco.
Dopo il 1969 serie di quadri "Dipinti erotici". Uno dei quali
viene acquisito dall' Erotic Art Museum di Amburgo.
Nel 2009 è invitata a tenere letture e conferenze sul
Situazionismo all' Università di Yale e a New York.
A parte alcuni soggiorni ad Albisola per realizzare
ceramiche (alcune saranno installate nella casa
di Asger Jorn) questa di Livorno è la sua prima mostra
personale italiana.

In catalogo, Edizioni Peccolo, sono riprodotte le opere
esposte e il saggio introduttivo è di Sandro Ricaldone.

GIULIO DE MITRI

n.336

sabato 24 aprile ore 18.00
" La luce come corpo "

a cura di: BRUNO CORÀ
24 aprile – 20 maggio 2010

Orario: 10-13/16-20 festivi e lunedì chiuso

Catalogo: Rubbettino Arte Contemporanea

Sabato 24 aprile alle ore 18.00 avrà luogo nella galleria Peccolo di Livorno l'inaugurazione della mostra personale di Giulio De Mitri, intitolata La luce come corpo.L'artista espone installazioni e tecno-light-box. “...De Mitri ha reso evidente – come scrive il curatore Bruno Corà nella presentazione in catalogo – come sia insito nel suo percorso ideativo lo sconfinamento della valenza oggettiva dell’opera verso la qualità ‘ambientale’, cioè verso dimensioni sempre variabili del lavoro e delle installazioni in relazione al contesto; ciò poiché quanto deve essere ‘accolto’ e reso significativo è il senso dello spazio che scaturisce dall’introduzione fisica dell’opera nei luoghi . Tale carattere appare evidente in ogni sua creazione, proprio per quell’appartenenza al grembo di cultura e fisicità che il mondo della Magna Grecia ha sempre espresso, e per la consapevolezza che ne deriva a ciascun erede spirituale di quei luoghi; tanto più se – come nel caso di De Mitri, artista autenticamente motivato – la profondità sorgiva della scaturigine poetica è abissale e insondabile ma tuttora attiva. Quella di De Mitri non è una ricognizione che pretende di essere avulsa da relazioni; al contrario, intende coniugarsi con esperienze stratigraficamente di grande spessore e incisività...E, ancora, come afferma il curatore l’artista si identifica con la nozione stessa di Mediterraneità, con le latitudini di orizzonti circolari e sconfinati, pervasi dalla materia liquida, dalla dissolvenza tra i diversi valori del blu marino e di quello aereo e tra gli sfolgorii e i riverberi di luce solare e dei suoi riflessi sugli specchi acquatici. Blu e luce inestricabilmente considerati e compresi in ogni più recente creazione di De Mitri. ...Così, ben si spiega perché, da un certo numero di anni, ne elabori diverse morfologie che offrono i molteplici aspetti con cui essa, nell’apparire, prende corpo”. E' stato realizzato un catalogo edito da Rubbettino Arte Contemporanea per la collana Iconica (cataloghi, biografie, memorie) contenente testi critici di: Rosalba Branà, Bruno Corà, Lorenzo Canova, Luigi Paolo Finizio, Barbara Tosi, apparato iconografico e nota bio-bibliografica sull'artista.
La mostra resterà aperta sino al 20 maggio p.v.

Info: Galleria Peccolo, Piazza della Repubblica, 12 - 57123 Livorno

MARC ANGELI

mostra n. 335
MARC ANGELI
"pitture" 1997--2010

sabato 20 marzo 2010 ore 18,00

dal 20 marzo al 15 aprile 2010

tutti i giorni ore: 10-13 / 16-20
festivi e lunedì mattina chiuso


MARC ANGELI è nato a Bruxelles nel 1954.
Vive e lavora a Liegi (Belgio).

Le opere di MARC ANGELI sono già state esposte
in molte collettive italiane centrate sul tema della "Pittura"
e suoi lavori sono presenti in qualificate collezioni italiane
come quella di Panza a Varese. Ma nonostante la
presenza nelle mostre collettive, questa di Livorno è la
sua prima mostra personale italiana. A cura di
Angela Madesani che definisce le opere di Marc Angeli:
"... dei Monocromi caldi nei quali è evidente la materia
della pittura e la sua Corposità, ma anche quella del
supporto: la tavola di legno che utilizza. Le piccole tavole
riportano alla tradizione medievale della pittura ma anche
a quella di Chardin o di Barnet Newman. Le sue opere
sono parallelepipedi di legno in cui si colgono ai bordi il
sovrapporsi degli strati del colore di varia provenienza,
organica e inorganica, colate di pittura che ne rivelano la
lavorazione e la fragilità ...." La consistenza, il formato e,
soprattutto, il colore naturale, chiaro o scuro della tavola
forniscono all'artista i primi impulsi per avventurarsi poi
lentamente nella pittura e nelle differenti gradazioni del
suo colore: dalla monocromia alla trasparenza.

Mischia e diluisce fino a creare una superficie pittorica
che ricopre la tavola e il colore acquista così lo spessore e
trasparenza opaca desiderata e che richiede allo spettatore
la massima concentrazione e attenzione. Le sue opere
installate sulle pareti evocano lo stesso senso di meraviglia
e meditazione che producevano le antiche icone sugli
altari medievali. Costringono il nostro sguardo e la facoltà
di percezione a rimettersi in questione e a richiedre l'ausilio
di tutto quanto si situa intorno a noi durante l'osservazione.

A cura delle Edizioni Peccolo viene edito per questa mostra
un catalogo con l'introduzione di Angela Madesani.

(copyright foto: Alain Janssens, Liegi)

Ettore Sordini

mostra n. 334

"Traiettorie" 1960-2010

Una rassegna di 50 anni di lavori su carta:
una pittura creata da segni leggeri su fondi chiari.

sabato 6 febbraio 2010 ore 18,00


In Galleria durante la mostra sarà proiettato il video su
E. Sordini: "La bellezza non ha tempo" di Andrea Piccardo
e Antonio Capaccio. Produzione BRECCE per l'Arte
Contemporanea, Roma e Promovideo, Pisa

dal 6 febbraio al 12 marzo 2010
tutti i giorni ore: 10-13 / 16-20
festivi e lunedì mattina chiuso

ETTORE SORDINI è nato a Milano nel 1934
ha vissuto a Milano e Roma.Ora vive a Cagli (P.U.).
Inizia a dipingere giovanissimo e frequenta lo studio
di Peverelli. Durante la prima metà degli anni ' 50,
gli anni cruciali della Milano artistica di via Brera,
frequenta i pittori del movimento dei "Nucleari" e
degli "Spazialisti". Al bar Giamaica diventa amico
di Piero Manzoni e insieme firmano Manifesti,
proclami e partecipano alle numerose mostre
collettive organizzate da loro o dai "Nucleari".

Manzoni fonda con Enrico Castellani nel 1959
la rivista e galleria "Azimuth" e nel 1962 Sordini
insieme con A.Ferrari, Ugo La Pietra, A.Verga
e Arturo Vermi crea il Gruppo del "Cenobio".
Il programma artistico del nuovo gruppo, che
prende le distanze dalla pittura tardo-informale e
dalle azioni nichiliste-manzoniane, come pure dalla
produzione costruttiva degli oggetti optical che in
quegli anni invadevano il milieu artistico europeo,
era quello di continuare a fare una pittura, sia
pure radicale, ma sempre "dipinta" sulla tela.
Quadri, al limite della tela bianca, in cui segni
leggeri, tracce elementari creano una pittura fragile,
minima, una quasi-scrittura che riempirà per molti
anni le superfici dei loro quadri. Il gruppo si è sciolto
dopo il 1968 ed Ettore Sordini continuerà il suo
personale percorso artistico e pittorico fatto di
"segni leggeri su fondi chiari, quasi nuvolette o tracce
di aerei, su cieli limpidi
".

Nel 1974 lo scrittore-poeta e sommo critico d'arte
Emilio Villa lo ha definito "il più balengo e più eroico
dei pittori d'alta quota
".

Già nel 1996 Ettore Sordini aveva esposto a Livorno
un'ampia antologica di opere presso la nostra Galleria
e collaborato con Roberto Peccolo all'edizione del suo
"Libro d'Artista" dal titolo "Tempo Perso".


A cura delle Edizioni Peccolo viene edito per questa occasione un catalogo con scritti di Fulvio Abbate, Elisabetta Longari, Angela Madesani e una intervista che Sordini ha rilasciato nel 2002 a Martina Cardelli e pubblicata dalle Editions Allia, Paris.

VIRGILIO MARCHI

mostra n. 333

architetto e scenografo livornese tra Futurismo e Classicismo
disegni, progetti, scenografie, costumi

sabato 12 dicembre 2009 ore 18,00

dal 12 dicembre 2009 al 15 gennaio 2010

tutti i giorni ore: 10-13 / 16-20

festivi e lunedì mattina chiuso

Progetto del Cinema Odeon di Livorno

1924 - Terrazze della Città Superiore


VIRGILIO MARCHI (Livorno 1895-Roma 1960).
Dopo gli studi nella sua città si diploma alla Scuola
di Architettura di Siena e partecipa come volontario
alla guerra del ’15-18; a Roma si avvicina al movimento
futurista e stringe amicizia con F.T. Marinetti.
Elabora in quegli anni, sulla strada aperta in Italia
da Antonio Sant’Elia e Mario Chiattone, le sue idee
sul rinnovamento in architettura.
Lascia Livorno e si trasferisce a Roma dove A. Giulio
Bragaglia gli affida i lavori di sistemazione delle antiche
terme di Palazzo Tittoni che diventeranno la Casa
d’Arte Bragaglia dove inizia la sua professione di
scenografo per il teatro Sperimentale, cui seguirà,
dal 1925, il lavoro di scenografo per il Teatro d’Arte
di Roma di Luigi Pirandello.
Dal 1935 a Cinecittà come scenografo per il cinema
lavora con registi come Blasetti, De Sica e Rossellini.
Lavoro che continuerà nel dopoguerra (tra il 1947-1955)
divenendo anche insegnante al Centro Sperimentale di Roma.
Gli anni del suo maggior legame professionale con Livorno
sono quelli dell’immediato secondo dopoguerra, quando,
progetta la ristrutturazione dei teatri devastati dalle bombe
(San Marco, Goldoni e il bel progetto, poi non realizzato, per
il Politeama). Nel 1946 viene incaricato di realizzare il Cinema
Odeaon inauguratosi nel 1952.L'edificio, che era una struttura
all'avanguardia sia per l'uso dei materiali (acustici e di decoro)
che per l'ampia sala interna e la facciata sferoidale (come si può
vedere nei bellissimi progetti presenti nella mostra) è stato in
parte demolito nel 2007-8 per lasciare posto ad un parcheggio d'auto.
Il catalogo e la mostra sono a cura di Enrica Torelli Landini.


MARIO NIGRO

mostra n. 332
opere su carta 1950-1991

sabato 14 novembre 2009 ore 18,30

Una succinta retrospettiva dedicata a Mario Nigro:
in mostra trenta opere su carta datate 1950-1991.
Un felice ritorno alla Galleria Peccolo di Livorno
dopo l'Antologica che gli fu dedicata nel lontano 1972
e la mostra della serie "Lettere d'un raro Amore" del 1974.
..
1954
..
1955
..
1967
..
1984
..
1985
..
1991
..
ritratto di Mario Nigro - foto R.Razzauti
MARIO NIGRO
nato a Pistoia nel 1917 è deceduto a
Livorno nel 1992.Ha vissuto a Livorno fino al
1958 dove iniziò a dipingere. Nel 1949, dopo
esperienze neo-cubiste e astratto-geometrico,
aderisce al gruppo M.A.C.esponendo nella celebre
Libreria Salto di MIlano. Dal 1958 si era trasferito
a Milano, dove ha vissuto tutta la carriera artistica.
I suoi quadri sono stati esposte nelle più prestigiose
rassegne artistiche contemporanee nazionali e
internazionali e in molti Musei in Italia e in Europa.
Lo studio della linea e la costruzione geometrica dello
spazio sulla superficie del quadro sono state di
importanza fondamentale e una costante in tutto il suo
lavoro. Questo era già evidente nella serie delle opere più
famose degli anni '50-60, dello Spazio Totale e poi nei ' 70
con Tempo Totale. Serie cui seguirono poi negli anni ' 80
quelle sul Terremoto e sulle linee orizzontali spezzate,
fino agli ultimi esiti nei quadri come Le Orme, o nei Satanici .
Un'altra costante della sua vita è stato l'appassionato e
contrastato rapporto che ha avuto con la sua città di
formazione: Livorno e il mare.
La casa editrice milanese Skira ha edito in questi giorni il
Catalogo Ragionato delle sue opere a cura del noto studioso
Germano Celant.
1982 - Mario Nigro allestisce alla Biennale di Venezia -
foto E.Cattaneo
..
Accompagna la mostra un catalogo delle Edizioni Peccolo in cui
sono riprodotte le opere della mostra e uno scritto di Federico Sardella.
..
dal 14 novembre al 12 dicembre 2009
tutti i giorni ore: 10-13 / 16-20
festivi e lunedì mattina chiuso

Christian d’Orgeix

mostra n.330

Vedere il sentimento, sentire la visione.
Mostra a cura di Renzo Margonari.

17 ottobre 2009 ore 18,00





"Del Surrealismo sopravvive lo stato di desiderio ambiguo -l’aspirazione a rimuovere il dubbio- che tocca il pensiero creativo dell’artista d’oggi. Qualcosa che resta indefinibile, come in attesa di un completamento, ignorando quanto necessita. Simile ambiguità generica si riproduce anche nello specifico di ogni artista Surrealista. Chi incontra Christian d’Orgeix trova una persona aperta, solare, disposta al dialogo e molto reattiva, ma si percepisce che un aspetto della sua personalità resta in ombra, come una malinconia lontana indefinibile, insomma qualcosa di ambiguo, e il termine, stavolta, deve assumere una valenza positiva, vale a dire come una variante approssimativa della connessione tra “misterioso” e “bivalente”. Sono convinto che se l’artista è nel pieno della propria facoltà espressiva, la sua virtù poetica si manifesta con piena sincerità. L’opera di d’Orgeix, dunque, riproduce dell’impreciso fascino della sua personalità magistrale. Egli applica alla lettera, infatti, l’automatismo psichico creando opere pittoriche e plastiche con un’ampiezza di procedure tecniche e concettuali che contengono l’intero lessico del linguaggio estetico surreale e rappresentano figurativamente la ricchezza esperienziale di un instancabile scorridore dell’ES che ha compiuto tutti gli esperimenti continuando apertamente l’instancabile ricerca nell’“inconscio collettivo”, spinto dall’insaziabile desiderio che è pure l’irraggiungibile aspirazione di ri-conoscere il circostante. Queste perenni varianti morfologiche riguardano anche lo stile figurativo che aderendo all’immagine (quando non è viceversa) è anch’esso mutevole, talvolta all’interno di una stessa rappresentazione. Se ci avviciniamo al mistero, però, scopriamo che non si tratta, di ravvisare la “seconda natura delle cose” rivelata da De Chirico con la sua figurazione metafisica, perché D’Orgeix non scopre, ma esplora e registra progressive mutazioni delle forme mentre assumono aspetti e già cambiano per altri. Le immagini propongono un mondo tra organico e meccanico, in altre parole una meccanica organica della vita, ma non conosciamo alcuna sua opera che possa giudicarsi come ripetuto prodotto di una conveniente insistenza tematica con lo scopo di rendere riconoscibile l’autore. Vediamo bene, del resto, che ogni altra rappresentazione è differente ma allo stesso tempo complementare a quella che stiamo osservando, pur realizzando il medesimo programma figurativo. C’è, dunque, un preciso riferimento all’arte rinascimentale che ritroviamo spesso anche in Max Ernst e altri pittori surrealisti, introducendo la sua eccezionale versatilità tecnica nella realizzazione varia di presenze con morfologie atropo-meccaniche o d’inverosimili alambicchi e laboratori chimici che si compongono secondo parti dell’anatomia umana.Nelle sue immagini coesistono il duro e il molle, innestati l’uno nell’altro senza che si possa distinguere una vera differenza morfologica."

Renzo Margonari - estratto dal catalogo della mostra - Adriano Parise Editore, Colognola ai Colli (Vr).


17 ottobre – 15 novembre 2009



Mosé - bronzo - altezza cm 60

Il sonno di Alessandro - bronzo - altezza cm 35


Diana d'Efeso - bronzo - altezza cm 55


Christian d’Orgeix

nasce nel 1927 a Foix (Francia). Vive e lavora ad Alés nei pressi di Nimes, nella regione della Camargue. Conosce l’arte grazie a copie di opere, sculture di gesso appartenute ad un suo prozio, allievo di Ingres. Frequenta corsi serali di disegno alla Scuola di Belle Arti di Tolosa. Nel 1951 è a Parigi dove incontra Anne-Marie, sua futura moglie,e dove frequenta molti degli artisti del gruppo dei Surrealisti. Inizia la sua carriera espositiva nel 1953 al Salon dei Surindependants al Museo d’Arte Moderna di Parigi. A questa seguiranno molte altre mostre a Parigi, Düsseldorf, Milano, Londra, Venezia, e Vienna. Nel settembre 2009 il MAM (Museo Arte Moderna) di Gazoldo/Ippoliti (Mantova), in collaborazione con la Galleria Peccolo, gli ha dedicato un’ampia mostra Antologica comprendente quadri, bronzi e gouaches da lui realizzati in 50 anni di lavoro. Questa stessa mostra è ora ospitata nei locali della Galleria Peccolo a Livorno.

40° Galleria PECCOLO - 27 giorni later...

evento n. 329 sabato 20 giugno ore 21,00
lunedì 22 giugno ore 21,30
giovedì 25 giugno ore 21,30
venerdì 26 giugno ore 21,30
domenica 28 giugno ore 21,30