WINFRED GAUL

mostra n.361

                 "due anni a Roma - opere 1959-1962"  

 sabato 7 settembre 2013 alle ore 18,00
 da sabato 7 settembre al 11 ottobre 2013
         
                  Orari : 10/13 - 16/20 festivi e lunedì chiuso


                  WINFRED  GAUL   
             (Dusseldorf 1928 - Kaiserswerth 2003)



- Oggetto mistico - 1961

Nel decennale della scomparsa dell'artista la Galleria Peccolo di Livorno rende un doveroso  omaggio a Winfred Gaul organizzando una speciale mostra in cui sono visibili alcune delle opere che l'artista tedesco ha dipinto durante i suoi soggiorni italiani e in particolare a Roma tra la fine del 1959 e gli inizi del 1962. Le frequentazioni di Winfred Gaul, come si può vedere nell'ampio catalogo la cui prefazione è di Enrico Crispolti, erano nel "milieu" artistico romano dell'epoca: la Galleria La Salita di Liverani, La Tartaruga di Plinio De Martiis e in seguito alla Galleria Sargentini dove Gaul esporrà, appunto, i quadri realizzati in quel periodo della serie intitolata "Oggetto Mistico" oppure "Oggetto Romano" e "Oggetto di Contemplazione". Nel catalogo, a cura delle Edizioni Peccolo che accompagna la mostra, Enrico Crispolti nella breve introduzione ricorda la sua amicizia con l'artista e il clima culturale romano da loro vissuto in quegli anni; Rolf Lauter nel suo scritto ripercorre le opere della fine degli anni dell'informale di Gaul che definisce come i germogli della "pittura analitica" . Una succinta memoria di W.G. e l'Italia, raccolta dalle sue lettere ad opera di Roberto Peccolo, chiude la parte scritta del catalogo. Insieme con una breve biografia relativa ai suoi viaggi con soggiorni di lavoro in Italia e l'elenco completo delle mostre personali, vi sono riprodotte tutte le opere presenti in mostra. Da alcune carte e piccoli quadri ancora di impianto post informale del 1958-59 sino alle superfici quasi monocrome su carta e su tela del 1961-62. Chiude la rassegna dei  dipinti il significativo quadro "Oggetto Mistico" del 1961, che determinerà una svolta stilistica nella sua pittura.

Questa mostra con il relativo catalogo e le stesse opere è stata esposta nel maggio-giugno scorso con enorme successo presso la Galleria Anna d'Ascanio di Roma.
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 1961 - Galleria La Salita a Roma
Inaugurazione mostra Tano Festa
da sinistra:Turcato, Gaul, Lo Savio, Liverani, 
seduti Schifano, De Martiis


Appunti VIDEO della mostra


WINFRED  GAUL
„Zwei Jahre in Rom – Werke 1959-1962“    
     

RENATO SPAGNOLI

Mostra n. 360


"un percorso" - 6 opere storiche +  6 sculture attuali  

ph. mostra MASSIMILIANO MONNECCHI





sabato 29 giugno alle ore 18,00

da sabato 29 giugno al 27 luglio 2013
h. 10/13 – 16/20  esclusi festivi e lunedì.

In contemporanea con Start Livorno e con il Premio Combat, che si svolge in questi giorni a Livorno, specialmente dedicato a giovani artisti internazionali,  la Galleria Peccolo rende omaggio agli 85 anni di questo appartato artista livornese e alla sua più che cinquantennale attività artistica con una mostra dove sono esposti due aspetti significativi del suo lavoro: la presenza di 6 opere storiche (essenziali a ricapitolare le serie di quadri da lui realizzati a partire dal 1960 ad oggi) è confrontata con 6 sculture in legno dipinto realizzate in questi recenti anni 2010-2013.
RENATO SPAGNOLI è nato a Livorno nel 1928 dove vive e lavora. Dopo un breve periodo da autodidatta supera l'esperienza pittorica iniziale e scopre le potenzialità della pittura moderna nella sala di Franz Kline alla Biennale di Venezia del 1960. Iniziano così le 
sue "composizioni" astratte. Fonda il Gruppo Atoma  con Bartoli, Graziani e Lacquaniti per una ricerca su linguaggio, scrittura e astrazione che desterà enorme successo di critica e di pubblico. Le  loro opere saranno presenti nelle mostre d'avanguardia più prestigiose di quegli anni. 

Nel 1965, il Gruppo si scioglie e ognuno proseguirà per la propria strada. Spagnoli scopre nella forma grafica della lettera A tutte le potenzialità di forma e contenuto che svilupperà nei venti anni successivi in quadri e opere installative usando materiali quali metacrilato colorato o opalino, con cui analizzerà  tutte le possibilità di variazione. Terminate, alla fine degli anni  '80, le sperimentazioni sulle variazioni della forma inizierà un percorso,  attraverso rilievi e  installazioni in legno colorato, che lo porteranno alla scultura. Dal 2000 ha sviluppato in sculture di legno dipinto monocromo o bicromo dalla tipica forma di obelisco, quasi dei Menhir colorati o delle "colonne infinite" che rimandano, per la loro essenzialità tematica con variazioni, alla famosa opera di Brancusi.  Un tema che era  rimasto sottinteso ma sempre centrale in tutta la sua cinquantennale ricerca artistica. 
Nel catalogo, edito a cura della Galleria, il testo critico introduttivo di Francesca Pepi accompagna le riproduzioni delle opere esposte.       preview CATALOGO



1966 - 3D6


                                                          
2012



GIANCARLO MARCHESE



"OMBRE e LUCI"
lavori su carta 1961-2013  + 1 scultura

      

Mostra n. 359

Inaugurazione: sabato 25 maggio alle ore 18,00
Periodo espositivo: da sabato 25 maggio al 24 giugno 2013
Orari di apertura: h. 10/13 – 16/20 esclusi festivi e lunedì.



GIANCARLO MARCHESE  (Parma 1931 -Milano 2013).
Ha studiato all'Accademia di Brera presso Minguzzi e Marino Marini. Nel 1956 espone alcuni lavori alla Biennale di Venezia iniziando così la sua carriera di scultore. Dal 1967 le sue opere presentano forme strutturate di gusto quasi industriale con cui l'artista crea una scultura interagente con lo spazio urbano. Inizia l'inseganmento della Scultura all'Accademia di Belle Arti di Firenze e nel 1976 si trasferisce presso l'Accademia di Brera a Milano dove insegnerà sino al 2000. Sono di quegli anni le sue caratteristiche "scatole della memoria", composizioni in foglio di acciaio specchianti che riflettono il paesaggio circostante. Dagli anni '90 concentra il suo lavoro sull'utilizzo del vetro ottenendo lastre di grandi dimensioni curvate e plasmate in modo che lascino filtrare e deformare la realtà retrostante stimolando lo spettatore in uno spazio di luci ed ombre. Nelle sculture di vetro associa in modo dialettico supporti e inserimenti in metalli o lamine dorate. Queste sue realizzazioni scultoree creano atmosfere "sacrali"spesso inserite in spazi di arte sacra. Numerosi sono i suoi interventi in Chiese e Santuari. In questa mostra a Livorno vengono esposte in un confronto a distanza alcune gouaches, da lui eseguite nel 1960-61, con opere su carta di questi recenti anni 2000. Unica, ma significativa presenza, una scultura tonda in vetro con inserti in metallo e platino a ben rappresentare la sua opera scultorea.
Nell'introduzione al catalogo, che accompagna la mostra, Patrizia Serra ripercorre la carriera dell'artista  attraverso una ri-lettura di "Ombre e Luci nell'opera di Giancarlo Marchese". 



WINFRED GAUL - mostra a ROMA



ANNA D'ASCANIO  

e 

ROBERTO   PECCOLO 
                    
                       
vi invitano alla mostra




 WINFRED  GAUL    

"due anni a Roma - opere 1959-1962"  





giovedì 16 maggio 2013
ore 18,00

da giovedì16 Maggio al 30 Giugno 2013
galleria anna d'ascanio, via del Babuino 29 Roma 

                  Orari : lun./ven.h.15,30/19,30 mattina, sabato e festivi su appuntamento

                  WINFRED  GAUL   (Dusseldorf 1928 - Kaiserswerth 2003)
Nel decennale della scomparsa dell'artista la Galleria Anna D'Ascanio di Roma in collaborazione con la Galleria Peccolo di Livorno rendono un doveroso  omaggio a Winfred Gaul organizzando una speciale mostra in cui sono visibili alcune delle opere che l'artista tedesco ha dipinto durante i suoi soggiorni italiani e in particolare a Roma tra la fine del 1959 e gli inizi del 1962. Le sue frequentazioni romane, come si può vedere nell'ampio catalogo la cui prefazione è di Enrico Crispolti, erano nel "mileu" artistico dell'epoca: la Galleria La Salita di Liverani, La Tartaruga di Plinio De Martiis e in seguito alla Galleria Sargentini dove Gaul esporrà, appunto, i quadri realizzati in quei mesi della serie "Oggetto Mistico" oppure "Oggetto Romano" e "Oggetto di Contemplazione". Nel catalogo, a cura delle Edizioni Peccolo che accompagna la mostra, Enrico Crispolti nella breve introduzione ricorda la sua amicizia con l'artista e il clima culturale romano da loro vissuto in quegli anni; Rolf Lauter nel suo scritto ripercorre le opere della fine degli anni dell'informale di Gaul che definisce come i germogli della "pittura analitica" . Una succinta memoria di W.G. e l'Italia, raccolta dalle sue lettere ad opera di RobertoPeccolo, chiude la parte scritta del catalogo.


 Oggetto mistico 1961

Insieme con una breve biografia relativa ai suoi viaggi italiani e soggiorni di lavoro e l'elenco completo delle sue mostre vi sono riprodotte tutte le opere che saranno in mostra. Da alcune carte e piccoli quadri ancora di impianto post informale del 1958-59 sino alle superfici quasi monocrome su carta e su tela del 1961-62. Chiude la rassegna dei  dipinti il significativo quadro "Oggetto Mistico" del 1961. 



                       

 O.T.sept.59 16-1 1959


O.T. 56-61 1961


                                                       

galleria anna d'ascanio 

associazione culturale 

via del babuino 29
00187 Roma
tel . 06 36001804
fax  06 3242642
lun / ven 15.30 - 19.30
mattina, sabato e festivi su appuntamento

ALIK CAVALIERE


ALIK  CAVALIERE 
"METAMORFOSI" lavori su carta 1959-62  

Inaugurazione: sabato 6 aprile alle ore 18,00
Mostra n. 358
Periodo espositivo: da sabato 6 aprile al 20 maggio 2013
Orari di apertura: h. 10/13 – 16/20 esclusi festivi e lunedì.



Metamorfosi - 1961


ALIK CAVALIERE   (Roma 1926 - Milano 1998)
Ha studiato a Milano presso l'Accademia di Brera sotto Manzù, Funi e Marino Marini. Per oltre trenta anni ha svolto la sua attuività didattica all' Accademia di Brera succedendo a Marino Marini nella cattedra di Scultura.
Subito dopo i suoi esordi Alik Cavaliere ha sviluppato il proprio lavoro verso esiti espressionisti e visionari, catterizzati da una modellazione molto scabra nella scultura e fortemente espressiva nel disegno e sulla carta. Nascono così tra il 1959 e il 1963 tutta una serie di lavori chiamati  Giochi proibiti e in seguitoMetamorfosi, che esporrà poi alla Biennale di Venezia del 1964. Una imponente serie di opere realizzata in scultura o su carta  il cui soggetto era improntato  su l'incontro/scontro tra l'essere umano e la natura: una natura sia vegetale che animale da lui vista come terreno ostile, bestiale. In piena epoca esistenzialista  la sua ricerca diventava una metafora della difficile relazione tra l'esistenza umana e i fenomeni naturali ma anche tra gli istinti primitivi e il pensiero razionale, tra la ragione e la violenza. Un tema che rimarrà centrale in tutta la sua ricerca artistica anche futura.
In questa mostra a Livorno sono  esposte alcune tecniche miste su carte di grande formato appartenenti proprio al ciclo delle "Metamorfosi". Un ciclo di opere rimaste ancora inedite e riordinate oggi  in occasione della mostra  grazie alla collaborazione del Centro Artistico Alik Cavaliere di Milano. 
Nel catalogo che accompagna la mostra introduzione di Flaminio Gualdoni. 

Metamorfosi . 1960

PIERO FOGLIATI

Mostra n. 357     

              disegni 


Inaugurazione: sabato 2 febbraio alle ore 18,00

Periodo espositivo: da sabato 2 febbraio al 14 marzo 2013
Orari di apertura: h. 10/13 – 16/20 esclusi festivi e lunedì.

Si inaugura oggi, nella sede della Galleria Peccolo di Livorno una mostra di disegni -fissazioni su carta, come li definisce lo stesso autore- realizzati dall'artista tra il 1970 e il 2004. Piero Fogliati nato nel 1930 a Canelli (Asti)  ha vissuto e lavorato prevalentemente a Torino dove tuttora risiede. Già dalla fine degli anni '60 nelle sue opere ha cercato di fondere in linguaggio artistico la sua forte passione per la scienza e la tecnologia con i fenomeni naturali che ama esplorare. Realizzare la percezione sensoriale dei fenomeni naturali quali  luce, suono e colore provando a riprodurli attraverso la costruzione di macchine complesse con cui suscitare la meraviglia di un'apparizione visiva oppure  la riproduzione sonora di un rumore della natura è sempre stato il suo stimolo. I disegni, siano semplici schizzi a lapis  oppure colorate gouaches su carta, sono sempre progetti per"sculture" e utopici progetti  per strumenti sonori  da realizzare. Talvolta si tratta di sognanti vedute di città o paesaggi in cui l'artista immagina l'ambientazione e l'utilizzo poetico delle sue "macchine" o sculture. Come nella serie dei disegni de "La Città Fantastica" ampiamente esposti in questa mostra,  nei quali suoni, luci,  i corsi d'acqua e i rumori della città o del territorio sono trasformati, attraverso gli strumenti da lui ideati, in esperienze estetiche e sensoriali per l'abitante e la cittadinanza. Una sorta di utopico"sogno globale" di futiristica memoria. 
Nel catalogo che accompagna la mostra introduzione di Sandro Ricaldone. 

Durante il periodo della mostra sara proiettato il filmato "Piero Fogliati il poeta della luce" messo gentilmente a disposizione da Gagliardi Art System di Torino. 

HANS RICHTER


Mostra n. 356
Rhytmus 25 - serigrafia su acetato e cartone

HANS  RICHTER
opere 1940-1970 e film 1921-1961

Inaugurazione: sabato 27 ottobre 2012 alle ore 18,00
Periodo espositivo: da sabato 27 ottobre al 30 novembre 2012
Orari di apertura: h. 10/13 – 16/20 esclusi festivi e lunedì.

"Dare una chance al caso" seguendo questa massima che ha accompagnato tutta la sua vita artistica, Hans Richter (nato a Berlino nel 1888 e morto a Locarno nel 1976), è stato uno  dei pionieri dell'arte d'avanguardia sperimentale internazionale. Da giovane aderì nel 1917 al movimento DADA fondato a  Zurigo; poi, insieme con Hausmann, Schwitters, Huelsenbeck e altri, organizza  e partecipa a Berlino a serate e manifestazioni dadaiste.
In pittura, dopo gli inizi di derivazione espressionista e poi cubo-futurista, sperimenta il contrasto positivo-negativo nel quadro e dipinge tra il 1918-20 una serie di  opere dal  titolo "Teste-Dada"  utilizzando solo i colori  bianco e nero. Sperimentazione che lo porterà ad usare rotoli orizzontali o verticali di tela. Decide allora di sperimentare con la pellicola, queste sue nuove scoperte; sono del 1921 i suoi primi Film astratti "Rythme 21","Fuga 1- e 2-" e poi nel 1923 "Orchestrazione del colore" che lo ha reso famoso nel mondo come artista multimediale e di Film. E' del 1927 l'altro suo breve Film capolavoro "Vormittagspuk".
Nel 1940 si rifugia a New York dove insegnerà Filmografia al City College.
Espone in ottobre del 1946 le sue opere grafiche, disegni e dipinti a New York nella "Art of this Century Gallery" di Peggy Guggenheim che gli sponsorizza la realizzazione del suo principale Film sonoro "Dreams that Money can buy" del 1947, premiato alla Biennale di Venezia. Tra il 1955 e 1962  gli sono dedicate mostre antologiche itineranti nei Musei olandesi, Stedelijk di Amsterdam; in Germania nei Musei d'Arte Moderna di Berlino, Monaco e Baden-Baden; in Italia presso la Galleria Nazionale di Roma e al  Museo d'Arte Moderna di Torino. Dopo il  1960 inizia anche la sua collaborazione con gallerie di Milano dove espone le tele astratte di  quegli anni presso la Galleria Pagani (1960-61-63) e opere degli anni tra il 1917 e 1950 da Arturo Schwarz (1964-65).
Hans Richter ha sempre cercato in tutto il suo operare, siano film o pittura o disegno di mantenere un equilibrio tra "caso" e ordine, tra improvvisazione e libero arbitrio. Aveva scritto:- "Dada: una nuova arte anti-arte. Con Dada ho scoperto la libertà assoluta del "caso", come superamento della spontaneità e reazione alla banalità in arte".  
Accompagna la mostra un catalogo che illustra le opere esposte, contiene un'ampia filmografia e brevi scritti dell'autore. Completano la presentazione una prefazione di Arturo Schwarz: "Dada: una rivoluzione culturale" ; il testo di Yan Ciret: "H.R.dal Dada a Hollywood" e uno scritto conversazione-immaginaria di Sandro Ricaldone "H.R.. Il caso e l'anti-caso". preview CATALOGO


In esposizione un'ampia documentazione bibliografica sulla carriera e l'Arte di Hans Richter.
Durante il pariodo della mostra, in galleria, saranno visibili tutti i film qui descritti. 



Vormittagspuk - 1968-69 
collage e pellicola su acetato



Moto-Rhytmes 6 - 1959 
olio su tela (rotolo)



Variation sur thème Afrique 
Carbone e grafite su carta




Homme marchant - 1964
olio su tela



Variation sur thème Labyrinthes - 1962




Variation sur thème Labyrinthes - 1963







Le Edizioni Peccolo, Livorno partecipano alla
IX Edizione di Artelibro, Festival del Libro d’Arte 
Fiera ARTELIBRO Palazzo Re Enzo, BOLOGNA  21/23 settembre 2012 
siete inviati a visitarci
e inoltre siete invitati 
Sabato 22 Settembre alle ore 16-17 presso la Sala del Capitano
presentazione e conferenza 
 “Edizioni Peccolo, Livorno: Collana Memorie d’Artista e …dintorni”

Presentazione della serie di Libri d’Artista editi dalle Edizioni Peccolo, Livorno nella
Collana Memorie d’Artista.

Introdurrà la conversazione il critico d’arte prof. BRUNO CORA’
intervengono gli artisti: IRMA BLANK - LAMBERTO PIGNOTTI –  LUCIO POZZI -
ANTONELLA GANDINI - GRAZIA VARISCO –  ANTONIO VIOLETTA.


GINO  MAROTTA
metacrilati  2003-2010 e Luci colorate 2011-12

Inaugurazione: sabato 15 settembre 2012 alle ore 18,00
Mostra n. 355
Periodo espositivo: da sabato 15 settembre al 16 ottobre 2012
Orari di apertura: h. 10/13 – 16/20 esclusi festivi e lunedì.

Fino dai suoi esordi artistici nei primi anni '60 Gino Marotta (Campobasso 1935) aveva realizzato rilievi, sculture e ambientazioni ritagliando il metacrilato colorato, materiale sino ad allora utilizzato solo per cartellonistica e pannelli pubblicitari. Ricreava in arte la flora e la fauna di una nuova "natura artificiale". 


Nella serie di quadri-rilievi del 2003-2010 esposti in questa sua prima mostra personale livornese Marotta, utilizzando sempre scarti  di metacrilato trasparente e colorato ha dato vita ad una "quadreria artificiale" colorata, sagome plastiche trasparenti dai toni leggeri e dall'atmosfera rarefatta in cui sono riconoscibili  piccoli  paesaggi  immaginari o sognati, quasi istantanee panoramiche o memorie lontane di viaggi esotici. Con i metacrilati colorati di questi ultimi anni sono esposte anche alcune opere della nuova serie "Le Luci colorate" dove all'interno delle lastre trasparenti sono inseriti disegni virtuali e sagome luminose di sue sculture e animali realizzati nel passato. Un momento di lavoro che riprende e ripropone il tema di fondo  di una ricerca artistica che Marotta ancora oggi continua.