Giulio PAOLINI


collage e opere su carta 


 Mostra n. 379
Inaugurazione: Sabato 19 Settembre 2015 alle ore 18,00
dal 19 settembre al 23 ottobre 2015
Galleria Peccolo, piazza Repubblica 12 –Livorno
      10/13 – 16/20 festivi e lunedì chiuso



 la Galleria Peccolo inaugura Sabato 19 Settembre 2015 la nuova stagione artistica con una mostra di opere su carta e recenti collages di Giulio Paolini. Uno tra i principali protagonisti dell’arte del nostro tempo, è nato a Genova nel 1940 e residente dal 1960 a Torino dove vive e lavora, ha iniziato la sua
precoce attività artistica con la prima personale nel 1964, a cui hanno fatto seguito numerose mostre in Musei e Gallerie nazionali e internazionali.
La sua poetica artistica è sempre stata concentrata sulle tematiche che interrogano la concezione, il manifestarsi e la visione dell’opera d’arte. 

Nel catalogo che accompagna la mostra una intervista all’artista a cura di Federico Sardella.









ORLAN

mostra n.378

20 giugno 2015, ore 18
foto, opere, documentazioni e filmati


Presentazione del libro



ORLAN
ZOOM BAROQUE/PLIS ET DEPLIS
ZOOM BAROCCO/PIEGHE E RIPIEGHE
libro d'artista Edizioni Peccolo, Collezione Memorie d'Artista, n.41



Sarà presente l'Artista

SOLSTIZIO D'ESTATE

evento n.377



 foto Pino Bertelli


Interviste a Carmengloria MORALES






























Carmengloria MORALES  si svela in queste interviste, che ho il piacere di condividere per stima e amicizia, consolidate in anni di collaborazione


2013 - Maria Morganti intervista Carmengloria Morales



2014 - David Carrier intervista  Carmengloria Morales


Paola PEZZI

PAOLA PEZZI 
feltri, matite e altre sculture 2013-2015


Mostra n. 376
Inaugurazione: Sabato 9 maggio 2015 alle ore 18,00

Periodo espositivo: dal 9 maggio al 10 giugno 2015


Paola Pezzi, è nata a Brescia e vive e lavora a Milano dal 1980.Impiegando materiali quali matite, feltri, passamanerie, fettuccine, stoffa e, recentemente, la gomma e il caucciù, dà vita a strutture essenziali intessute tra loro che invadono le pareti della galleria a configurare agglomerati di matasse o complesse galassie circolari monocromatiche che si comprimono o dilatano, la cui conformazione ricorda il procedere segreto della natura. Sculture amorfe o dalla forma “primordiale”, indefinibile

Ed è proprio la monocromia del materiale grezzo usato che evidenzia le strutture molecolari di ogni opera posta in rilievo sulla parete. Una costruzione esuberante e divertita che rimanda alla memoria dello spettatore ipotetici giochi infantili ma anche i gesti primitivi e la spontanea sapienza delle mani che accumulano, intrecciano e amalgamano tra loro gli elementi e i materiali prescelti. La scultura che Paola Pezzi realizza utilizzando sempre materiali semplici e grezzi è completamente immersa nel “fare”: segue le antiche pratiche dell’ homo faber.

Nel catalogo delle Edizioni Peccolo che accompagna la mostra, Bruno Corà introduce alle opere della Pezzi di questi ultimi anni e nell’intervista realizzata da Federico Sardella sono vagliati i momenti salienti della creazione e l’uso e la scelta dei materiali che l’artista utilizza.







CLAUDIO CINTOLI

Mostra n. 375
 "una stagione" opere / works 1961-1963
       
Sabato 14 marzo 2014, ore 18,00
dal 14 marzo al 20 aprile  2015
  
10/13 – 16/20 festivi e lunedì chiuso
        Claudio Cintoli, nasce a Imola nel 1935 e muore a Roma nel 1978.
Dopo la mostra retrospettiva dedicatagli da Giorgio Cortenova nel 1984 al Palazzo Forti di Verona,
l'interesse per l'opera di Cintoli si è risvegliato recentemente con la mostre del 2010 al Centro Pescheria di Pesaro curata da Ludovico Pratesi e Daniela Ferraria e la recente del 2012 al Museo MACRO di Roma.
Mostre in cui è stata riproposta all'attenzione della critica e del pubblico l'opera di questo poliedrico artista che appartenne alla giovane generazione romana di Piazza del Popolo. Insieme con i compagni di strada Ceroli, Pistoletto, Pascali e Kounellis, già dagli inizi degli anni sessanta, espone i suoi lavori presso la Galleria Sperone a Torino e alla Galleria L'Attico di Fabio Sargentini. In quegli stessi anni comincia a realizzare performance e installazioni esaltando il mezzo del video e del cinema con pellicole a 35 mm. prodotte dalla Corona Cinematografica. Sarà invitato a partecipare, nel 1967 alle mostre Lo spazio dell'immagine  a Foligno e l'anno seguente, presso la Galleria L'Attico di Roma, Lo spazio degli elementi: Fuoco Immagine, Acqua, Terra. Mostre che saranno il prologo della famosa Arte Povera organizzata in seguito a Genova da Germano Celant.
Nel 1965 una sua grande opera Giardino per Ursula, realizzata con pannelli dipinti e composti da assemblaggi di materiali vari, sarà  installata coma decorazione della famosa discoteca Piper Club a Roma. (L'opera purtroppo è oggi perduta). 
In mostra a Livorno sono esposti una serie di rari e bellissimi collage polimaterici del periodo 1961-1963, una  ristretta "stagione" di intenso lavoro come la definisce Flaminio Gualdoni nella prefazione in catalogo, che ben rappresentano la raggiunta maturità di questo precoce artista. Nella serie dei collage si percepisce la sua personale interpretazione dell'utilizzo degli object trouvé, intrapreso dai suoi contemporanei francesi del Novo Realismo (Arman, Spoerri e gli altri) unita all'omaggio ai due "maestri romani già famosi" Burri e Rotella di poco più anziani e da lui amati. 
Nel catalogo che accompagna la mostra, a cura delle Edizioni Peccolo, nella prefazione Flaminio Gualdoni  introduce alle tappe salienti delle opere di questa breve "stagione" e un testo di Daniela Ferraria che analizza i "collage polimaterici" realizzati da Cintoli tra il 1961 e il 1963.






NEWS Collana MEMORIE D'ARTISTA


Roberto PECCOLO, Galleria e Edizioni 
ha il piacere di annunciare l'uscita del Libro d'Artista n.37  nella Collana "Memorie d'Artista" realizzato da  JACQUES  VILLEGLE'.

Ricordiamo agli appassionati che ogni Libro della Collana "Memorie d'Artista" è tirato in numerazione araba a 170 esemplari numerati e firmati dall'Autore; in vendita al pubblico a 100,- euro cad.

Inoltre in tiratura a parte esistono 30 esemplari in numerazione romana da I a XXX, sempre numerati e firmati dall'Autore e contenenti una piccola opera, in esemplare unico su carta, firmata dall'Autore.   
                                       
   
Parigi, 9 dicembre 2014.  
Jacques Villeglé e Roberto Peccolo durante la firma del libro





Roberto Peccolo Gallery and Press is pleased to announce the publication of the artist’s book created for the series    "Memorie d'Artista" n. 37 by  JACQUES VILLEGLÉ. We remind collectors that each book in the "Memorie d'Artista"   series has an edition of 170 pieces, with Arabic numerals, signed by the author and sold to the public at 100 euros per copy.       A separate limited edition of 30 pieces bears the Roman numerals from I to XXX, again signed by the author, and containing  a small unique, original signed artwork on paper.


Roberto Peccolo,  Galerie et Editions, a le plaisir d'annoncer la sortie du "Libro d'Artista" dans la Collection "Memorie d'Artista"n°37, de Jacques Villeglé.
Nous rappelons aux amateurs que chaque Livre de la collection "Memorie d'Artista" est tiré à 170 exemplaires numérotés en chiffres arabes et signés par l'artiste. Prix de vente public : 100 euros chaque. Et, en plus, un tirage à part, de 30 exemplaires, numérotés en chiffres romains de I à XXX et signés par l'artiste contenant une oeuvre originale sur papier, exemplaire unique signée par l'artiste.


GER LATASTER

dipinti – carte / works 1955-2000

   Mostra n. 374

Sabato 20 Dicembre 2014 alle ore 18,00
dal 20 dicembre 2014 al 20 gennaio 2015
     
 Ger  Lataster  (nato a Schaesberg in Olanda nel 1920 e deceduto ad Amsterdam nel 2012)
Già artisticamente attivo in Amsterdam alla fine degli anni '40 negli stessi anni in cui i suoi coetanei Appel, Constant, Jorn e Corneille fondavano il gruppo COBRA e promuovevano una pittura di rivolta, fortemente primitiva e aggressiva dai caratteristici stilemi espressionisti, Lataster, partecipa con loro ad alcune importanti collettive internazionali, ma rinuncia a prendere parte attiva nel gruppo COBRA, preferisce continuare in solitario la sua ricerca artistica tutta dedicata al rinnovamento della pittura europea del dopoguerra. Una pittura, la sua, dalle forti tinte espressioniste, dalle alte paste e dagli spessi strati del colore distribuito con ampi gesti "..lunghi e violenti tratti di puro colore lottano e plasmano forme conflittuali sui grandi spazi della tela e della carta. Nero, rosso, blu, giallo traducono con forme e colori i sentimenti forti di una pittura astratta creando un messaggio di rinnovamento emotivo nell'arte moderna del dopoguerra", così la descriveva in quegli anni Willelm Sandberg nel catalogo della mostra allo Stedelijk Museum di Amsterdam. 
La sua sarà una lunga e fruttuosa carriera piena di successi con prestigiose esposizioni in Gallerie e Musei olandesi, tedeschi, francesi e numerose saranno le sue mostre personali a Parigi presso lo Studio Facchetti. La galleria era famosa per aver tenuto a battesimo nel 1951 una nuova tendenza artistica con la mostra organizzata da Michel Tapié "Significato dell'Informale"; mostra che determinò il diffondersi per tutta l'Europa della "pittura informale". Lataster, fedele alla sua idea prosegue una ricerca pittorica sempre fortemente espressionista ma a partire dalla fine degli anni '70 evolve verso una figurazione fantastica che lo porterà a realizzare opere di grandi dimensioni e dal soggetto mitologico, in cui recupera echi della tradizione della storia dell'arte: dal barocco olandese agli impressionisti francesi.
Nell'età matura questa sua evoluzione artistica troverà spazio nel grande murale "Il Giudizio Universale" del 1996 realizzato nel Palazzo di Giustizia di Arnheim e nel 1987 nell'ampio soffitto del celebre Museo Mauritshuis de L'Aia, dove dipingerà il suo capolavoro "Caduta di Icaro".
Nel catalogo, a cura delle Edizioni Peccolo, che accompagna mostra livornese Sandro Ricaldone nella sua prefazione ripercorre le tappe salienti della carriera artistica di questo solitario e importante pittore olandese. In mostra dipinti su tela e su carta da lui eseguiti tra il 1955 e 2000.

 ST - 1976

Pamage - 1960







STEPHANE BORDARIER

Mostra n. 373
   
             dipinti - peinture- 2000-2014   

              



sabato 15 Novembre alle ore 18,00
dal 15 novembre al 15 dicembre 2014
                         
            Orario : 10/13 - 16/20 festivi e lunedì chiuso
           Stéphane Bordarier  è nato a Nìmes (Francia) nel 1953, dove vive e lavora.
Nella lunga intervista/conversazione che l'artista intrattiene con Erik Verhagen, nella prefazione in catalogo edito per questa mostra dalle Edizioni Peccolo, Bordarier cerca di chiarire le origini,
le ragioni e le tecniche della sua pittura; per farne comprendere al meglio le istanze.
Autodidatta ma, fin dagli esordi, la sua è stata una continua ricerca verso una pittura monocroma:
- una ricerca sull'essenzialità immanente della presenza del colore disteso sulla tela-.
Presenza ottenuta spalmando sulla tela, con un solo gesto e usando la spatola, un unico colore
(pigmento in polvere diluito con olio e colla di pelle di coniglio) oppure amalgamando due o tre colori insieme per ottenere un terzo colore dalle tonalità àfone, non definibile e privo di riferimenti.
Un colore che esalti la forma e la  luce che lo definiscono. "Centralità e presenza del colore", così lo descriveva Bruno Corà nella prefazione del catalogo della precedente mostra che Stéphane Bordarie ha tenuto nell'aprile 2001 a Livorno nella Galleria Peccolo. Già in quegli anni nella stesura del colore sulla tela si potevano intravedere il gesto e i contorni che si presentavano sfrangiati. I colori usati sono i viola o i marroni; il rosso amaranto oppure il verde acqua. Ma uno dei suoi colori favoriti, oltre al bruno Van Dick,  è il "violetto di marzo" con cui ha realizzato numerose tele esposte in mostre e installazioni nelle  recenti personali fatte sia  in Francia che all'estero.
La sua è una pittura monocroma ma non all over, una stesura del colore che si espande, invade la tela come per occupare un territorio e sembra dilatarsi oltre il perimetro, senza un limite, fino al punto da rendere insicura l'idea stesa di frontiera, di separazione fra quadro e muro, tra materia e supporto, tra forma e colore.
Nel catalogo che accompagna questa mostra a cura delle Edizioni Peccolo la conversazione-intervista tra l'artista e Erik Verhagen, introduce alle opere in esposizione e pubblicate.
Tutti i dipinti sono su tela ed eseguiti tra il 2009-2014.

RENATO RANALDI


in adesione alla Decima Giornata del Contemporaneo  AMACI
        
        RENATO  RANALDI     Fuoricarta 2014                     
                                                              
Mostra n. 372
Inaugurazione: sabato 11 Ottobre 2014 alle ore 18,00
Periodo espositivo: dal 11 ottobre al 15 novembre 2014
Sede mostra: Galleria Peccolo, piazza Repubblica 12 Livorno                                  
            Orario : 10/13 - 16/20 festivi e lunedì chiuso




            Renato Ranaldi nasce nel 1941 a Firenze, dove vive e lavora. Ha frequentato l'Accademia di Belle Arti diplomandosi in pittura nel 1962. La sua prima forma di espressione artistica, si caratterizza attraverso una pittura costituita da spessi strati di colore a olio e l' interesse verso l'accostamento di differenti stilemi linguistici. Sperimentatore infaticabile di tecniche e materiali sarà la predilezione per il disegno che farà scaturire il suo lavoro plastico. Pittura, Scultura, Disegno costituiscono l'insieme delle sue opere.  Una ricerca aristica la sua in cui prende primaria importanza il superamento di ogni confine tra le differenti specificità dei materiali artistici. Negli anni novanta, ad una ricchissima creazione di sculture (dove utilizza, oltre al bronzo, laminati di zinco, rame, ottone, realizzando spesso opere alle quali si affiancano masse di colore, a dare la suggestione di una pittura scolpita) è costantemente affiancata dalla necessità interiore del tracciare segni sulla carta.
Dal 2003 ha iniziato una serie di opere dal significativo titolo Fuoriasse: oggetti e sculture costruite e poste in continuo disequilibrio all'interno della loro forma e nel contesto in cui vengono posizionate.
Da queste opere scaturiscono come coerente conseguenza le più recenti serie Fuoriquadro e di seguito la serie Fuoricarta del 2013-14. Opere che sono il tema della sua personale livornese.
In questi anni le Edizioni Gli Ori hanno dedicato monografie e ampi studi sul suo lavoro a cura di Bruno Corà. Nel maggio di questo anno la casa editrice “ le lettere” gli pubblica il libro Calamaio mistico che tratta le ragioni intime del suo disegno. Lo stesso mese, nella Collana Memorie d'Artista delle Edizioni Peccolo esce il suo Libro d'artista Contenzioso.
Nel catalogo che accompagna questa mostra a cura delle Edizioni Peccolo una prefazione scritta dallo stesso Ranaldi introduce alle opere in esposizione.

... ora anche Milhaud


09.02.1930 - 05.10.2014 una vita dedicata all'arte.
Addio a Daniel Milhaud






WINFRED GAUL

evento n.  371
SERATA SPECIALE
INAUGURAZIONE STAGIONE 2014-2015
DOMENICA 14 Settembre ore 21,00

ingresso libero


WINFRED GAUL gli anni Pop
"Segni & Segnali Stradali" opere 1961-1969

Concerto "Au fil du soufle" improvvisazioni
Jorge Migoya, clarinetto
Guy-Frank Pellerin, sax soprano
Annabel de Courson, percussioni



GASPARE O.MELCHER


 Mostra n. 370

opere 1994-2014   


                      sabato 21 giugno 2014 alle ore 18,00

Periodo espositivo: dal 21 giugno al 30 luglio  2014
Sede mostra: Galleria Peccolo, piazza Repubblica 12 Livorno               
            Orario : 10/13 - 16/20 festivi e lunedì chiuso
            Gaspare O. Melcher è nato nel 1945 a Coira (Cantone dei Grigioni, Svizzera). Ha frequentato 
nel 1969 a Salisburgo il semestre di lezioni di pittura di E. Vedova. Ha soggiornato a Venezia, Sardegna e in Tunisia. Nel 1970 si stabilisce per 5 anni ad Amsterdam presso il Goethe Institut.
Nel 1975 si trasferisce in Toscana e oggi vive e lavora tra Zurigo e Vada (Livorno).
Sono trascorsi oltre venti anni dalla precedente mostra che Melcher aveva fatto nella Galleria Peccolo  e in questa personale saranno presentate i lavori da lui realizzati tra il 1994 e il 2014.
In questi ultimi anni la pittura di Melcher ha decisamente preso la strada di una compressione pittorica
tra strutture ideografiche e frammenti di abbreviazioni figurative. Dal 1995 dopo aver visto gli ideogrammi scoperti sui rottami di un UFO precipitato nel New Messico nel 1947 realizza una serie di quadri The Roswell Symbols che prendono spunto da quei segni e che Melcher rielabora nei suoi quadri. Dopo il 2000 ha soggiornato e lavorato spesso in Egitto al Kairo dove è nato il Diario Egiziano e poi Diario Toscano. Tra il 2011 e 2014 ha creato una serie di grandi collages Hommages ad artisti da lui conosciuti e che lo avevano impressionato in gioventù.
Nel 2010 ha realizzato per le Edizioni Peccolo un Libro d'Artista, nella Collana Memorie d'Artista n.11, in cui ha confrontato le immagini di 9 collages realizzati per l'occasione insieme ad aforismi e ricordi di conversazioni  e consigli ricevuti dagli artisti con cui aveva scambiato opinioni e pensieri sull'arte.
Il libro si intitolava appunto "Mi disse...".
Nel catalogo che accompagna questa mostra, Edizioni Roberto Peccolo, una breve prefazione dello studioso svizzero Beat Stutzer introduce al lavoro di Gaspare O. Melcher e un saggio approfondito
scritto da Roberto Lacarbonara sulla "scrittura totale" di Gaspare O. Melcher.