La Galleria ha cessato l'attività al pubblico. Roberto Peccolo RIMANE DISPONIBILE per consulenze, pareri o altro. Il numero telefonico +39.0586.888509 (con segreteria) rimane attivo, come l’indirizzo E-MAIL galleriapeccolo@libero.it Roberto Peccolo is available for consultations or technical opinions. Phone: +39.0586.888509 (voicemail) E-MAIL: galleriapeccolo@libero.it
FUORI CORRENTE
GIANFRANCO BARUCHELLO
sabato 10 dicembre 2011 alle ore 18,00
da sabato 10 dicembre al 20 gennaio 2012
La Galleria Peccolo in concomitanza con l’antologica di Gianfranco Baruchello presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, che si inaugurerà il prossimo 20 Dicembre e con la mostra a Milano presso la Galleria Milano (inauguratasi il 1° dicembre) dedica una mostra omaggio a Baruchello, artista di nascita livornese, nella quale sono ripercorsi i suoi cinquant’anni di lavoro. Saranno esposte opere presentate per la prima volta nella nostra città.
CATALOGO
versione on line


La mostra livornese un succinto excursus tra le diverse fasi del lavoro dell’artista: dai dipinti su tela e su alluminio, ai disegni, agli assemblaggi in scatole di plexi e legno, ai suoi recenti film-video “un altro giorno,un altro giorno,un altro giorno” film-inchiesta del 2007 girato nelle Carceri del Lazio e “The coefficient” presentato nello scorso ottobre alla Serpentine Gallery di Londra durante il Festival “Garden Marathon”.
Sarà inoltre disponibile alla visione del pubblico il numero 10 della rivista-volume “Etant donné Marcel Duschamp”, edita dall’associazione per gli studi su Marcel Duchamp (Parigi); numero interamente dedicato ai rapporti tra Duchamp e Baruchello.
Scrive Baruchello: “Voglia di rischiare tutti gli equilibri, una sorta di estremismo nel dare e nel provare, affidarsi a una ricerca senza curarmi di altre certezze. Mi ero dato, come si vede, e mi do, licenza di contaminare. Quello che conta per me non è infatti il “vero” ( tutta l’arte finge) ma il possibile uso dinamico che io posso fare dell’esperienza del pensiero altrui e mio, nei modi, nelle dosi e nelle casualità degli incontri tra me e l’opera. Disegnare, dipingere, costruire oggetti, dar corso alla voglia di esprimermi in immagini uscendo dagli schemi tradizionali, questo è stato il mio lavoro”
Gianfranco Baruchello è nato nel 1924 a Livorno. Dalla prima infanzia si trasferisce a Roma, dove attualmente vive alternando soggiorni a Parigi. Dalla fine degli anni settanta la Galleria Peccolo segue il suo lavoro: con la mostra personale “L’altra casa” del 1978 e nel febbraio 2003 con opere datate 1964-2002 in occasione della quale è stato pubblicato il volumetto autobiografico di G.B. “Breve storia della mia pittura”.
Si ringraziano per la disponibilità la Fondazione Baruchello di Roma e per la collaborazione Carla Pellegrini della Galleria Milano di Milano.
Nel catalogo che accompagna la mostra è pubblicata un’intervista all’artista
curata da Cristina Olivieri.
FRANCESCO POLENGHI
Nell'ambito della Settima edizione della
Giornata del Contemporaneo
sabato 8 ottobre 2011 ore 18,00inaugurazione della mostra e drink
FRANCESCO POLENGHI
FRANCESCO POLENGHI è nato nel 1936 a Milano dove vive e lavora. Nel 1955 si era trasferito a New York dove ha soggiornato fino al 1966. Ritorna a Milano ma, dopo un breve viaggio in India, nel 1977, decide dal 1981 di stabilirsi in India, dove resterà fino al 1988. Ora è tornato a Milano dove lavora appartatato nel suo studio sui Navigli.
In mostra a Livorno circa 20 grandi opere (tele da 100x100 a 200x200 cm) della serie di quadri che l'artista ha realizzato in questi ultimi venti anni. Quadri dall'impianto monocroma
tico in cui, ogni volta, un unico brillante colore viene steso sulla tela seguendo movimenti sinuosi, "vermicolari", fino a ricoprire l'intera superficie della tela. In questo percorso di stesura vengono deliberatamente lasciati liberi solo sottili spiragli da cui traspare il bianco nitido del colore sottostante. Nei suoi quadri c'è un calibrato equilibrio tra la monocromia compatta del colore dominante e le sottili presenze "flessuose" della luce determinata dal bianco che affiora. A un primo sguardo i quadri di Polenghi ricordano i tessuti "Mantra" indiani e come questi, da essi scaturisce una pittura che induce lo spettatore alla meditazione.
In occasione della vernice della mostra sarà presentata al pubblico la monografia appena edita da SKIRA a cura di Demetrio Paparoni, David Carrier e Barry Schwabsky.
La mostra rimane aperta al pubblicodal 8 ottobre fino al 10 novembre 2011.
Orario tutti i giorni ore: 10-13 / 16-20
festivi e lunedì mattina chiuso.
RAYMOND HAINS


AGENORE FABBRI

Ingresso LiberoOrario: tutti i giorni 10/13 - 16/20 festivi e lunedì chiuso.

Agenore Fabbri (Barba, Pistoia 1911- Savona 1996)
Dedicata alla personalità e all'opera di uno dei maggiori scultori dell'arte europea, la mostra "Agenore Fabbri "la materia" - organizzata dalla Galleria Peccolo nella sua sede di Livorno con la Collaborazione della Fondazione VAF - si inserisce nell'ambito delle manifestazioni per il centenario dello scultore toscano e nella programmazione delle varie mostre che quest'anno saranno dedicate alla rivalutazione della sua opera - da quella al Palazzo della Permanente di Milano (5 Maggio-20 Luglio) a quella organizzata nella Pinacoteca Civica, Palazzo Gavotti di Savona (16 Aprile-3 Luglio) e al Circolo Artisti di Albisola (23 Aprile-20 Luglio) tutti eventi organizzati con riferimento all'anno 2011 e che celebrano così il centenario della nascita dell'artista. A Livorno sono esposte sculture, disegni, alcuni dipinti e ceramiche provenienti da importanti collezioni.
In esposizione opere che ben rappresentano le differenti tematiche affrontate dall'artista, dagli emblemi della sua ricerca figurativa e monumentalistica agli esiti aniconici e ai soggetti più espressivi del suo repertorio artistico con i suoi motivi più celebri : dalle figure e gli animali atomizzati e lacerati degli anni '50 fino alla serie dei suoi "Giardini Pubblici" degli anni '80/90.
Per l'occasione sarà presentato il Catalogo Ragionato dell'opera di Agenore Fabbri, edito da Silvana Editoriale.
Antonio VIOLETTA



nato a Crotone nel 1953
vive e lavora a Bologna. Fino dagli
inizi nelle sue opere predomina una
riflessione sulla materia e sullo spazio.
Dalle terrecotte le ceramiche e i bronzi
degli anni '70/80 con cui ha partecipato
alla "documenta 7"di Kassel e ad altre
mostre sia in spazi pubblici che in gallerie
private italiane ed estere, fino alle recenti
terrecotte dipinte (2009/10) che espone
in questa mostra, il suo lavoro è sempre
rimasto concentrato sulla scultura.
"Figure", in particolare torsi femminili senza testa né arti,in una terracotta modellata, striata e colorata.
"Corpi plastici" in cui risuona l'eco di forme arcaiche
e classiche, ma caratterizzati da un'inquietudine
plastica contemporanea.
In mostra sarà esposto anche il Libro d'Artista
"intrecci" delle Edizioni Peccolo, appena terminato.
Nel catalogo che accompagna la mostra un'introduzione
di Bruno Corà e lo scritto di Francesco Poli.

La mostra si svolge dal 30 aprile
al 26 maggio 2011.
Orario tutti i giorni ore: 10-13 / 16-20festivi e lunedì mattina chiuso.
IRMA BLANK
"Writings"
sabato 5 marzo 2011 ore 18,00
inaugurazione della mostra e drink
dal 5 marzo al 15 aprile 2011.
CATALOGO anche on line
scrittura digitale, serigrafia
su carta cm.78x64

Dittico
biro,poliestere
su telaio di legno cm.29x60 (x2)
IRMA BLANK è nata a Celle
(Germania)..Vive a Milano.
Saranno presentati lavori di due cicli:
Global writings e Avant-testo.
Tele di grandi e piccoli formati e carte,
sempre in dittici, in quanto rimandano al
libro aperto,dei Global writings: Scrittura digitale.
L’alfabeto è ridotto a otto lettere, solo consonanti,
nessuna vocale. Testi leggibili, pronunziabili, ma non
comprensibili in senso comune. Puri segni, luminosi e
leggeri, che definiscono lo spazio, vibrante. E, in
contrapposizione, l’Avant-testo, che celebra la scrittura
dell’origine, dei primordi. Ed è a due mani che la scrittura
si consegna in un movimento rotatorio. E’ il corpo che si
iscrive nel testo, fino a fitta, serrata matassa.
Per l'artista tedesca la "scrittura" è registrazione del tempo e d
el suo fluire in una fuga perenne verso l’ignoto, l'infinito.
"...Scrivere è lasciarsi andare.../ alla scrittura,alla vita./
All'oblio./ E' consegnarsi al flusso del tempo, /
senza opporre resistenza...". Così Irma Blank descrive,in un
appunto, il suo legame artistico ed esistenziale con la scrittura e l'arte.
Irma Blank è già stata presente a Livorno con la mostra "Tra-scritti e sonori"
nel 1978 alla Galleria Peccolo e nel 1995 ha presentato il libro Exempla
edito da Belforte Editore. Sarà esposto anche il Libro d'Artista "Splitter",
delle Edizioni Peccolo, appena terminato.
Nel catalogo che accompagna la mostra un'intervista con l'artista
a cura di Federico Sardella.
read now catalog
La mostra si svolge dal 5 marzo 2011
al 15 aprile 2011.
CARLO ZAULI
sabato 11 dicembre 2010 ore 18,00
inaugurazione della mostra
CARLO ZAULIsculture in grès
CARLO ZAULI (Faenza 1926-2002)Una delle grandi figure della scultura italiana del dopoguerra. Come molti maestri di generazioni precedenti, da Martini a Melotti, Fontana e Leoncillo, sviluppa la sua formazione artistica anche nell'ambito della ceramica. Già negli anni cinquanta apre un suo laboratorio, oggi divenuto Museo Carlo Zauli, ed inizia ad esporre in Gallerie e Musei le sculture in grès, un materiale che gli è molto congeniale.
Dagli anni sessanta la sua scultura si apre a diverse problematiche e la vocazione per la materia del grès sisviluppa in un rapporto più aperto con la sostanza, il volume e la pelle del corpo plastico della ceramica.
Cominciano in quegli anni le serie dei Vasi sconvolti e le Zolle e inoltre integra le sue grandi opere Rilievi e Alto rilievi in Spazi Pubblici inserendoli in rapporto con l'Architettura e l'Urbanistica. Sono di quegli anni la Stele per l'Ospedale Civile di Faenza e l'Altorilievo per la facciata dell'Hotel Hilton di Teheran e il Cubo Alato per l'Università di Tel Aviv.
Dopo la morte si apre al pubblico il Museo Carlo Zauli di Faenza nelle cui sale sono esposte le sue opere più belle.
Questa mostra a Livorno è realizzata grazie alla collaborazione del Museo Carlo Zauli di Faenza.Nel catalogo che accompagna la mostra a cura delle Edizioni Peccolo, l'introduzione è di Angela Madesani.

La mostra si svolge dal 11 dicembre 2010 al 20 gennaio 2011.
Orario tutti i giorni ore: 10-13 / 16-20
festivi e lunedì mattina chiuso.
ARTURO VERMI

(diari, paesaggi, presenze, inserti, frammenti)

sabato 13 novembre 2010
ore 18,00
inaugurazione della mostra e drink
ARTURO VERMI, nato a Bergamo nel 1928è morto a Lecco il 10 ottobre del 1988.
Inizia a dipingere da giovane, dapprima
paesaggi espressionisti e subito dopo quadri
informali e materici. A Milano frequenta Brera
e il "Giamaica", nel clima vivo di quegli anni fa
amicizia con Fontana,Manzoni,Castellani e tutti
gli altri artisti.La svolta nel 1961 quando insieme
con Ferrari,Sordini,Verga e La Pietra fonda il
gruppo artistico "Il Cenobio". Sono di quegli anni
la serie dei quadri "Diari";"Presenze"; "Inserti" con
cui si impone all'attenzione della critica e del collezionismo.
La ricerca artistica del gruppo "Cenobio" insieme con
"Azimuth" e i Gruppi di ricerca visiva e optical ha
caratterizzato l'arte e la cultura sia milanese che
italiana per tutti gli anni '60/70. Dopo il 1970, scioltosi
"Il Cenobio", Arturo Vermi prosegue il lavoro aprendosi
a ricerche piu spaziali con le sue "Piattaforme" e "Frammenti",
strutture lignee ricoperte di grafite nera oppure laminate
con foglia d'argento o d'oro. Una sorta di Dolmen che inserirà
negli allestimenti delle sue mostre. Nel 1975 propone il suo
concetto per una rinnovata felicità attraverso la rivista "Azzurro"
e il noto "Manifesto del Disimpegno".
La Galleria Peccolo aveva già reso omaggio a
questo straordinario artista nella retrospettiva
organizzatagli a Livorno nel 1997. Nella seconda mostra
odierna ha scelto di evidenziare maggiormente, insieme
con i più conosciuti quadri "Diari", le luminose opere
spaziali dorate o argentate: "Piattaforme" e "Frammenti".
Nel catalogo che accompagna la mostra a cura
delle Edizioni Peccolo, la riproposta di una storica
introduzione scritta da Tommaso Trini nel 1974
insieme ad alcuni scritti editi ed inediti dell'artista.
ENRICO CATTANEO - fotografie
sabato 18 settembre 2010
ore 18,00
inaugurazione e drink

In mostra le foto “intime” e sperimentali di Enrico Cattaneo.
Nato a Milano nel 1933 e da sempre fotografo attivo nell’ambiente artistico milanese: dagli incontri negli anni ’60 al “Giamaica” di Brera, agli scatti del 1970 dedicati al Festival milanese dei Novo Realisti fino a tutti i più recenti avvenimenti che hanno caratterizzato l’arte e la cultura italiana di questi ultimi decenni.
La Fondazione Mudima di Milano gli ha dedicato nel marzo 2010 un’ampia mostra antologica di documenti e foto scattate negli atelier di artisti famosi oppure ripresi durante delle sale personali delle Biennali veneziane.
Diversamente da altre esposizioni in questa mostra personale la Galleria Peccolo ha scelto di presentare le sue fotografie più sperimentali: le chimifoto insieme con alcune pose elaborate in studio dal soggetto più artistico come le Maschere e i Personaggi.


Nel catalogo che accompagna la mostra a cura delle Edizioni Peccolo, un’intervista all’artista di Federico Sardella.
sabato 16 ottobre 2010 ore 18,00"Enrico Cattaneo, GUERRIERI" Nomos Edizioni, Busto Arsizio
PRESENTAZIONE DEL LIBRO
saranno presenti alla tavola rotonda:
Anna Comino, Guido Galimberti, Maria Rosa Pividori, Patrizia Serra e Enrico Cattaneo
Periodo della mostra: dal 18 settembre al 17 ottobre 2010
tutti i giorni ore 10-13 / 16-20 Festivi e lunedì chiuso.
in occasione del "Finissage" della mostra
"COLLEZIONISTA di SOGNI"
Una Collezione privata livornese di Arte
Moderna e Contemporanea
"Una voce dal mare"
performance di Simonetta Filippi
lettura e musica per Luciano
alla chitarra Valentina Fortunati.
Al termine lettura di brani dal libro
"Sirena Spiegata"
sabato 17 LUGLIO 2010 ore 21,00
"alcuni soffi...per Luciano"
Stefano Agostini - flauti
Massimo Signorini - fisarmonica
Il catalogo della mostra a cura di Ivo Lombardi
è in vendita e il ricavato verrà donato al Reparto
Cure Palliative dell' Ospedale di Livorno.
Il libro "Sirena Spiegata" è in vendita e il
ricavato verrà donato al Reparto Cure
Palliative dell'Ospedale di Livorno
COLLEZIONISTA DI SOGNI

Collezionista di Sogni
una rassegna di opere da una privata
collezione, livornese, d'arte moderna
Inaugurazione:
Sabato 26 Giugno alle ore 21.00
- Concerto musicale degli allievi Istituto
ISIS "Nicolini Palli" di Livorno in omaggio
a L.B. e di seguito
una rassegna di opere raccolte da L.B. in
oltre 30 anni di appassionato collezionismo
di arte moderna e contemporanea.
Mostra a cura di R.Peccolo e I.Lombardi
Catalogo con interventi e scritti di amici e
critici d'arte.
Roberto Peccolo "La poesia non segue le quotazioni dellea Borsa"
http://robertopeccolo.blogspot.com/2010/06/la-poesia-non-segue-le-quotazioni-della.html


26 Giugno – 18 Luglio 2010
Orario: 10-13/16-20 festivi e lunedì chiuso
JACQUELINE de JONG
JACQUELINE de JONG
Dipinti, disegni e gouache dal 1959 al 2009.
Sabato 22 Maggio alle ore 18.00

22 Maggio – 24 Giugno 2010
Orario: 10-13/16-20
festivi e lunedì chiuso
Una succinta rassegna di opere dal periodo
COBRA, ai lavori Situazionisti, fino alle tele
recenti. Una speciale sezione della mostra
è dedicata alla serie di lavori "modificazioni"
realizzati nel 1998 a 4 mani con Enrico Baj
dal titolo "Omaggio a Asger Jorn".

Jacqueline de Jong è nata nel 1939 a Enschede
in Olanda e vive e lavora in Francia e ad Amsterdam.
I suoi primi quadri sono fortemente espressivi e
di impianto COBRA. Dal 1960 inizia ad esporre le sue
opere in Gallerie e Musei Olandesi, Svedesi e Tedeschi.
Nel 1960 aderisce al gruppo SPUR tedesco e diviene
membro dell'Internazionale Situazionista, stringendo
amicizia e collaborazione con Guy Debord e Asger Jorn.
Tra il 1962 e 1967 pubblica il bollettino "Situationist Time".
E nel maggio '68 è a Parigi dove progetta e stampa molti
manifesti per il movimento studentesco.
Dopo il 1969 serie di quadri "Dipinti erotici". Uno dei quali
viene acquisito dall' Erotic Art Museum di Amburgo.
Nel 2009 è invitata a tenere letture e conferenze sul
Situazionismo all' Università di Yale e a New York.
A parte alcuni soggiorni ad Albisola per realizzare
ceramiche (alcune saranno installate nella casa
di Asger Jorn) questa di Livorno è la sua prima mostra
personale italiana.
In catalogo, Edizioni Peccolo, sono riprodotte le opere
esposte e il saggio introduttivo è di Sandro Ricaldone.
GIULIO DE MITRI
sabato 24 aprile ore 18.00
" La luce come corpo "
a cura di: BRUNO CORÀ
24 aprile – 20 maggio 2010
Orario: 10-13/16-20 festivi e lunedì chiuso
Catalogo: Rubbettino Arte Contemporanea
Sabato 24 aprile alle ore 18.00 avrà luogo nella galleria Peccolo di Livorno l'inaugurazione della mostra personale di Giulio De Mitri, intitolata La luce come corpo.L'artista espone installazioni e tecno-light-box. “...De Mitri ha reso evidente – come scrive il curatore Bruno Corà nella presentazione in catalogo – come sia insito nel suo percorso ideativo lo sconfinamento della valenza oggettiva dell’opera verso la qualità ‘ambientale’, cioè verso dimensioni sempre variabili del lavoro e delle installazioni in relazione al contesto; ciò poiché quanto deve essere ‘accolto’ e reso significativo è il senso dello spazio che scaturisce dall’introduzione fisica dell’opera nei luoghi . Tale carattere appare evidente in ogni sua creazione, proprio per quell’appartenenza al grembo di cultura e fisicità che il mondo della Magna Grecia ha sempre espresso, e per la consapevolezza che ne deriva a ciascun erede spirituale di quei luoghi; tanto più se – come nel caso di De Mitri, artista autenticamente motivato – la profondità sorgiva della scaturigine poetica è abissale e insondabile ma tuttora attiva. Quella di De Mitri non è una ricognizione che pretende di essere avulsa da relazioni; al contrario, intende coniugarsi con esperienze stratigraficamente di grande spessore e incisività...E, ancora, come afferma il curatore l’artista si identifica con la nozione stessa di Mediterraneità, con le latitudini di orizzonti circolari e sconfinati, pervasi dalla materia liquida, dalla dissolvenza tra i diversi valori del blu marino e di quello aereo e tra gli sfolgorii e i riverberi di luce solare e dei suoi riflessi sugli specchi acquatici. Blu e luce inestricabilmente considerati e compresi in ogni più recente creazione di De Mitri. ...Così, ben si spiega perché, da un certo numero di anni, ne elabori diverse morfologie che offrono i molteplici aspetti con cui essa, nell’apparire, prende corpo”. E' stato realizzato un catalogo edito da Rubbettino Arte Contemporanea per la collana Iconica (cataloghi, biografie, memorie) contenente testi critici di: Rosalba Branà, Bruno Corà, Lorenzo Canova, Luigi Paolo Finizio, Barbara Tosi, apparato iconografico e nota bio-bibliografica sull'artista.
La mostra resterà aperta sino al 20 maggio p.v.
Info: Galleria Peccolo, Piazza della Repubblica, 12 - 57123 Livorno
MARC ANGELI

MARC ANGELI
"pitture" 1997--2010
sabato 20 marzo 2010 ore 18,00


dal 20 marzo al 15 aprile 2010
tutti i giorni ore: 10-13 / 16-20
festivi e lunedì mattina chiuso
MARC ANGELI è nato a Bruxelles nel 1954.
Vive e lavora a Liegi (Belgio).
Le opere di MARC ANGELI sono già state esposte
in molte collettive italiane centrate sul tema della "Pittura"
e suoi lavori sono presenti in qualificate collezioni italiane
come quella di Panza a Varese. Ma nonostante la
presenza nelle mostre collettive, questa di Livorno è la
sua prima mostra personale italiana. A cura di
Angela Madesani che definisce le opere di Marc Angeli:
"... dei Monocromi caldi nei quali è evidente la materia
della pittura e la sua Corposità, ma anche quella del
supporto: la tavola di legno che utilizza. Le piccole tavole
riportano alla tradizione medievale della pittura ma anche
a quella di Chardin o di Barnet Newman. Le sue opere
sono parallelepipedi di legno in cui si colgono ai bordi il
sovrapporsi degli strati del colore di varia provenienza,
organica e inorganica, colate di pittura che ne rivelano la
lavorazione e la fragilità ...." La consistenza, il formato e,
soprattutto, il colore naturale, chiaro o scuro della tavola
forniscono all'artista i primi impulsi per avventurarsi poi
lentamente nella pittura e nelle differenti gradazioni del
suo colore: dalla monocromia alla trasparenza.
Mischia e diluisce fino a creare una superficie pittorica
che ricopre la tavola e il colore acquista così lo spessore e
trasparenza opaca desiderata e che richiede allo spettatore
la massima concentrazione e attenzione. Le sue opere
installate sulle pareti evocano lo stesso senso di meraviglia
e meditazione che producevano le antiche icone sugli
altari medievali. Costringono il nostro sguardo e la facoltà
di percezione a rimettersi in questione e a richiedre l'ausilio
di tutto quanto si situa intorno a noi durante l'osservazione.
A cura delle Edizioni Peccolo viene edito per questa mostra
un catalogo con l'introduzione di Angela Madesani.
(copyright foto: Alain Janssens, Liegi)
MARIO NIGRO
opere su carta 1950-1991in mostra trenta opere su carta datate 1950-1991.
Un felice ritorno alla Galleria Peccolo di Livorno
dopo l'Antologica che gli fu dedicata nel lontano 1972
e la mostra della serie "Lettere d'un raro Amore" del 1974.
1954
1955
1967
1984
1985
nato a Pistoia nel 1917 è deceduto a
Livorno nel 1992.Ha vissuto a Livorno fino al
1958 dove iniziò a dipingere. Nel 1949, dopo
esperienze neo-cubiste e astratto-geometrico,
aderisce al gruppo M.A.C.esponendo nella celebre
Libreria Salto di MIlano. Dal 1958 si era trasferito
a Milano, dove ha vissuto tutta la carriera artistica.
I suoi quadri sono stati esposte nelle più prestigiose
rassegne artistiche contemporanee nazionali e
internazionali e in molti Musei in Italia e in Europa.
Lo studio della linea e la costruzione geometrica dello
spazio sulla superficie del quadro sono state di
importanza fondamentale e una costante in tutto il suo
lavoro. Questo era già evidente nella serie delle opere più
famose degli anni '50-60, dello Spazio Totale e poi nei ' 70
con Tempo Totale. Serie cui seguirono poi negli anni ' 80
quelle sul Terremoto e sulle linee orizzontali spezzate,
fino agli ultimi esiti nei quadri come Le Orme, o nei Satanici .
Un'altra costante della sua vita è stato l'appassionato e
contrastato rapporto che ha avuto con la sua città di
formazione: Livorno e il mare.
La casa editrice milanese Skira ha edito in questi giorni il
Catalogo Ragionato delle sue opere a cura del noto studioso
Germano Celant.

sono riprodotte le opere della mostra e uno scritto di Federico Sardella.
festivi e lunedì mattina chiuso
Christian d’Orgeix
Vedere il sentimento, sentire la visione.
Mostra a cura di Renzo Margonari.
17 ottobre 2009 ore 18,00


"Del Surrealismo sopravvive lo stato di desiderio ambiguo -l’aspirazione a rimuovere il dubbio- che tocca il pensiero creativo dell’artista d’oggi. Qualcosa che resta indefinibile, come in attesa di un completamento, ignorando quanto necessita. Simile ambiguità generica si riproduce anche nello specifico di ogni artista Surrealista. Chi incontra Christian d’Orgeix trova una persona aperta, solare, disposta al dialogo e molto reattiva, ma si percepisce che un aspetto della sua personalità resta in ombra, come una malinconia lontana indefinibile, insomma qualcosa di ambiguo, e il termine, stavolta, deve assumere una valenza positiva, vale a dire come una variante approssimativa della connessione tra “misterioso” e “bivalente”. Sono convinto che se l’artista è nel pieno della propria facoltà espressiva, la sua virtù poetica si manifesta con piena sincerità. L’opera di d’Orgeix, dunque, riproduce dell’impreciso fascino della sua personalità magistrale. Egli applica alla lettera, infatti, l’automatismo psichico creando opere pittoriche e plastiche con un’ampiezza di procedure tecniche e concettuali che contengono l’intero lessico del linguaggio estetico surreale e rappresentano figurativamente la ricchezza esperienziale di un instancabile scorridore dell’ES che ha compiuto tutti gli esperimenti continuando apertamente l’instancabile ricerca nell’“inconscio collettivo”, spinto dall’insaziabile desiderio che è pure l’irraggiungibile aspirazione di ri-conoscere il circostante. Queste perenni varianti morfologiche riguardano anche lo stile figurativo che aderendo all’immagine (quando non è viceversa) è anch’esso mutevole, talvolta all’interno di una stessa rappresentazione. Se ci avviciniamo al mistero, però, scopriamo che non si tratta, di ravvisare la “seconda natura delle cose” rivelata da De Chirico con la sua figurazione metafisica, perché D’Orgeix non scopre, ma esplora e registra progressive mutazioni delle forme mentre assumono aspetti e già cambiano per altri. Le immagini propongono un mondo tra organico e meccanico, in altre parole una meccanica organica della vita, ma non conosciamo alcuna sua opera che possa giudicarsi come ripetuto prodotto di una conveniente insistenza tematica con lo scopo di rendere riconoscibile l’autore. Vediamo bene, del resto, che ogni altra rappresentazione è differente ma allo stesso tempo complementare a quella che stiamo osservando, pur realizzando il medesimo programma figurativo. C’è, dunque, un preciso riferimento all’arte rinascimentale che ritroviamo spesso anche in Max Ernst e altri pittori surrealisti, introducendo la sua eccezionale versatilità tecnica nella realizzazione varia di presenze con morfologie atropo-meccaniche o d’inverosimili alambicchi e laboratori chimici che si compongono secondo parti dell’anatomia umana.Nelle sue immagini coesistono il duro e il molle, innestati l’uno nell’altro senza che si possa distinguere una vera differenza morfologica."
Renzo Margonari - estratto dal catalogo della mostra - Adriano Parise Editore, Colognola ai Colli (Vr).17 ottobre – 15 novembre 2009

Mosé - bronzo - altezza cm 60
Il sonno di Alessandro - bronzo - altezza cm 35
Diana d'Efeso - bronzo - altezza cm 55
Christian d’Orgeix
nasce nel 1927 a Foix (Francia). Vive e lavora ad Alés nei pressi di Nimes, nella regione della Camargue. Conosce l’arte grazie a copie di opere, sculture di gesso appartenute ad un suo prozio, allievo di Ingres. Frequenta corsi serali di disegno alla Scuola di Belle Arti di Tolosa. Nel 1951 è a Parigi dove incontra Anne-Marie, sua futura moglie,e dove frequenta molti degli artisti del gruppo dei Surrealisti. Inizia la sua carriera espositiva nel 1953 al Salon dei Surindependants al Museo d’Arte Moderna di Parigi. A questa seguiranno molte altre mostre a Parigi, Düsseldorf, Milano, Londra, Venezia, e Vienna. Nel settembre 2009 il MAM (Museo Arte Moderna) di Gazoldo/Ippoliti (Mantova), in collaborazione con la Galleria Peccolo, gli ha dedicato un’ampia mostra Antologica comprendente quadri, bronzi e gouaches da lui realizzati in 50 anni di lavoro. Questa stessa mostra è ora ospitata nei locali della Galleria Peccolo a Livorno.







