GIANCARLO MARCHESE



"OMBRE e LUCI"
lavori su carta 1961-2013  + 1 scultura

      

Mostra n. 359

Inaugurazione: sabato 25 maggio alle ore 18,00
Periodo espositivo: da sabato 25 maggio al 24 giugno 2013
Orari di apertura: h. 10/13 – 16/20 esclusi festivi e lunedì.



GIANCARLO MARCHESE  (Parma 1931 -Milano 2013).
Ha studiato all'Accademia di Brera presso Minguzzi e Marino Marini. Nel 1956 espone alcuni lavori alla Biennale di Venezia iniziando così la sua carriera di scultore. Dal 1967 le sue opere presentano forme strutturate di gusto quasi industriale con cui l'artista crea una scultura interagente con lo spazio urbano. Inizia l'inseganmento della Scultura all'Accademia di Belle Arti di Firenze e nel 1976 si trasferisce presso l'Accademia di Brera a Milano dove insegnerà sino al 2000. Sono di quegli anni le sue caratteristiche "scatole della memoria", composizioni in foglio di acciaio specchianti che riflettono il paesaggio circostante. Dagli anni '90 concentra il suo lavoro sull'utilizzo del vetro ottenendo lastre di grandi dimensioni curvate e plasmate in modo che lascino filtrare e deformare la realtà retrostante stimolando lo spettatore in uno spazio di luci ed ombre. Nelle sculture di vetro associa in modo dialettico supporti e inserimenti in metalli o lamine dorate. Queste sue realizzazioni scultoree creano atmosfere "sacrali"spesso inserite in spazi di arte sacra. Numerosi sono i suoi interventi in Chiese e Santuari. In questa mostra a Livorno vengono esposte in un confronto a distanza alcune gouaches, da lui eseguite nel 1960-61, con opere su carta di questi recenti anni 2000. Unica, ma significativa presenza, una scultura tonda in vetro con inserti in metallo e platino a ben rappresentare la sua opera scultorea.
Nell'introduzione al catalogo, che accompagna la mostra, Patrizia Serra ripercorre la carriera dell'artista  attraverso una ri-lettura di "Ombre e Luci nell'opera di Giancarlo Marchese".



WINFRED GAUL - mostra a ROMA



ANNA D'ASCANIO  


ROBERTO   PECCOLO 
                    
                       
vi invitano alla mostra




 WINFRED  GAUL    

"due anni a Roma - opere 1959-1962"  





giovedì 16 maggio 2013
ore 18,00

da giovedì16 Maggio al 30 Giugno 2013
galleria anna d'ascanio, via del Babuino 29 Roma 

                  Orari : lun./ven.h.15,30/19,30 mattina, sabato e festivi su appuntamento

                  WINFRED  GAUL   (Dusseldorf 1928 - Kaiserswerth 2003)
Nel decennale della scomparsa dell'artista la Galleria Anna D'Ascanio di Roma in collaborazione con la Galleria Peccolo di Livorno rendono un doveroso  omaggio a Winfred Gaul organizzando una speciale mostra in cui sono visibili alcune delle opere che l'artista tedesco ha dipinto durante i suoi soggiorni italiani e in particolare a Roma tra la fine del 1959 e gli inizi del 1962. Le sue frequentazioni romane, come si può vedere nell'ampio catalogo la cui prefazione è di Enrico Crispolti, erano nel "mileu" artistico dell'epoca: la Galleria La Salita di Liverani, La Tartaruga di Plinio De Martiis e in seguito alla Galleria Sargentini dove Gaul esporrà, appunto, i quadri realizzati in quei mesi della serie "Oggetto Mistico" oppure "Oggetto Romano" e "Oggetto di Contemplazione". Nel catalogo, a cura delle Edizioni Peccolo che accompagna la mostra, Enrico Crispolti nella breve introduzione ricorda la sua amicizia con l'artista e il clima culturale romano da loro vissuto in quegli anni; Rolf Lauter nel suo scritto ripercorre le opere della fine degli anni dell'informale di Gaul che definisce come i germogli della "pittura analitica" . Una succinta memoria di W.G. e l'Italia, raccolta dalle sue lettere ad opera di RobertoPeccolo, chiude la parte scritta del catalogo.


 Oggetto mistico 1961

Insieme con una breve biografia relativa ai suoi viaggi italiani e soggiorni di lavoro e l'elenco completo delle sue mostre vi sono riprodotte tutte le opere che saranno in mostra. Da alcune carte e piccoli quadri ancora di impianto post informale del 1958-59 sino alle superfici quasi monocrome su carta e su tela del 1961-62. Chiude la rassegna dei  dipinti il significativo quadro "Oggetto Mistico" del 1961. 



                         

 O.T.sept.59 16-1 1959


O.T. 56-61 1961


                                                       

galleria anna d'ascanio 

associazione culturale 
via del babuino 29
00187 Roma
tel . 06 36001804
fax  06 3242642
lun / ven 15.30 - 19.30
mattina, sabato e festivi su appuntamento

ALIK CAVALIERE


ALIK  CAVALIERE 
"METAMORFOSI" lavori su carta 1959-62  

Inaugurazione: sabato 6 aprile alle ore 18,00
Mostra n. 358
Periodo espositivo: da sabato 6 aprile al 20 maggio 2013
Orari di apertura: h. 10/13 – 16/20 esclusi festivi e lunedì.



Metamorfosi - 1961


ALIK CAVALIERE   (Roma 1926 - Milano 1998)
Ha studiato a Milano presso l'Accademia di Brera sotto Manzù, Funi e Marino Marini. Per oltre trenta anni ha svolto la sua attuività didattica all' Accademia di Brera succedendo a Marino Marini nella cattedra di Scultura.
Subito dopo i suoi esordi Alik Cavaliere ha sviluppato il proprio lavoro verso esiti espressionisti e visionari, catterizzati da una modellazione molto scabra nella scultura e fortemente espressiva nel disegno e sulla carta. Nascono così tra il 1959 e il 1963 tutta una serie di lavori chiamati  Giochi proibiti e in seguitoMetamorfosi, che esporrà poi alla Biennale di Venezia del 1964. Una imponente serie di opere realizzata in scultura o su carta  il cui soggetto era improntato  su l'incontro/scontro tra l'essere umano e la natura: una natura sia vegetale che animale da lui vista come terreno ostile, bestiale. In piena epoca esistenzialista  la sua ricerca diventava una metafora della difficile relazione tra l'esistenza umana e i fenomeni naturali ma anche tra gli istinti primitivi e il pensiero razionale, tra la ragione e la violenza. Un tema che rimarrà centrale in tutta la sua ricerca artistica anche futura.
In questa mostra a Livorno sono  esposte alcune tecniche miste su carte di grande formato appartenenti proprio al ciclo delle "Metamorfosi". Un ciclo di opere rimaste ancora inedite e riordinate oggi  in occasione della mostra  grazie alla collaborazione del Centro Artistico Alik Cavaliere di Milano. 
Nel catalogo che accompagna la mostra introduzione di Flaminio Gualdoni. 


Metamorfosi . 1960

PIERO FOGLIATI



              disegni 


Inaugurazione: sabato 2 febbraio alle ore 18,00
Mostra n. 357
Periodo espositivo: da sabato 2 febbraio al 14 marzo 2013
Orari di apertura: h. 10/13 – 16/20 esclusi festivi e lunedì.

Si inaugura oggi, nella sede della Galleria Peccolo di Livorno una mostra di disegni -fissazioni su carta, come li definisce lo stesso autore- realizzati dall'artista tra il 1970 e il 2004. Piero Fogliati nato nel 1930 a Canelli (Asti)  ha vissuto e lavorato prevalentemente a Torino dove tuttora risiede. Già dalla fine degli anni '60 nelle sue opere ha cercato di fondere in linguaggio artistico la sua forte passione per la scienza e la tecnologia con i fenomeni naturali che ama esplorare. Realizzare la percezione sensoriale dei fenomeni naturali quali  luce, suono e colore provando a riprodurli attraverso la costruzione di macchine complesse con cui suscitare la meraviglia di un'apparizione visiva oppure  la riproduzione sonora di un rumore della natura è sempre stato il suo stimolo. I disegni, siano semplici schizzi a lapis  oppure colorate gouaches su carta, sono sempre progetti per"sculture" e utopici progetti  per strumenti sonori  da realizzare. Talvolta si tratta di sognanti vedute di città o paesaggi in cui l'artista immagina l'ambientazione e l'utilizzo poetico delle sue "macchine" o sculture. Come nella serie dei disegni de "La Città Fantastica" ampiamente esposti in questa mostra,  nei quali suoni, luci,  i corsi d'acqua e i rumori della città o del territorio sono trasformati, attraverso gli strumenti da lui ideati, in esperienze estetiche e sensoriali per l'abitante e la cittadinanza. Una sorta di utopico"sogno globale" di futiristica memoria. 
Nel catalogo che accompagna la mostra introduzione di Sandro Ricaldone. 

Durante il periodo della mostra sara proiettato il filmato "Piero Fogliati il poeta della luce" messo gentilmente a disposizione da Gagliardi Art System di Torino. 

HANS RICHTER


Mostra n. 356
Rhytmus 25 - serigrafia su acetato e cartone

HANS  RICHTER
opere 1940-1970 e film 1921-1961

Inaugurazione: sabato 27 ottobre 2012 alle ore 18,00
Mostra n. 356
Periodo espositivo: da sabato 27 ottobre al 30 novembre 2012
Orari di apertura: h. 10/13 – 16/20 esclusi festivi e lunedì.

"Dare una chance al caso" seguendo questa massima che ha accompagnato tutta la sua vita artistica, Hans Richter (nato a Berlino nel 1888 e morto a Locarno nel 1976), è stato uno  dei pionieri dell'arte d'avanguardia sperimentale internazionale. Da giovane aderì nel 1917 al movimento DADA fondato a  Zurigo; poi, insieme con Hausmann, Schwitters, Huelsenbeck e altri, organizza  e partecipa a Berlino a serate e manifestazioni dadaiste.
In pittura, dopo gli inizi di derivazione espressionista e poi cubo-futurista, sperimenta il contrasto positivo-negativo nel quadro e dipinge tra il 1918-20 una serie di  opere dal  titolo "Teste-Dada"  utilizzando solo i colori  bianco e nero. Sperimentazione che lo porterà ad usare rotoli orizzontali o verticali di tela. Decide allora di sperimentare con la pellicola, queste sue nuove scoperte; sono del 1921 i suoi primi Film astratti "Rythme 21","Fuga 1- e 2-" e poi nel 1923 "Orchestrazione del colore" che lo ha reso famoso nel mondo come artista multimediale e di Film. E' del 1927 l'altro suo breve Film capolavoro "Vormittagspuk".
Nel 1940 si rifugia a New York dove insegnerà Filmografia al City College.
Espone in ottobre del 1946 le sue opere grafiche, disegni e dipinti a New York nella "Art of this Century Gallery" di Peggy Guggenheim che gli sponsorizza la realizzazione del suo principale Film sonoro "Dreams that Money can buy" del 1947, premiato alla Biennale di Venezia. Tra il 1955 e 1962  gli sono dedicate mostre antologiche itineranti nei Musei olandesi, Stedelijk di Amsterdam; in Germania nei Musei d'Arte Moderna di Berlino, Monaco e Baden-Baden; in Italia presso la Galleria Nazionale di Roma e al  Museo d'Arte Moderna di Torino. Dopo il  1960 inizia anche la sua collaborazione con gallerie di Milano dove espone le tele astratte di  quegli anni presso la Galleria Pagani (1960-61-63) e opere degli anni tra il 1917 e 1950 da Arturo Schwarz (1964-65).
Hans Richter ha sempre cercato in tutto il suo operare, siano film o pittura o disegno di mantenere un equilibrio tra "caso" e ordine, tra improvvisazione e libero arbitrio. Aveva scritto:- "Dada: una nuova arte anti-arte. Con Dada ho scoperto la libertà assoluta del "caso", come superamento della spontaneità e reazione alla banalità in arte".  
Accompagna la mostra un catalogo che illustra le opere esposte, contiene un'ampia filmografia e brevi scritti dell'autore. Completano la presentazione una prefazione di Arturo Schwarz: "Dada: una rivoluzione culturale" ; il testo di Yan Ciret: "H.R.dal Dada a Hollywood" e uno scritto conversazione-immaginaria di Sandro Ricaldone "H.R.. Il caso e l'anti-caso". 


In esposizione un'ampia documentazione bibliografica sulla carriera e l'Arte di Hans Richter.
Durante il pariodo della mostra, in galleria, saranno visibili tutti i film qui descritti. 



Vormittagspuk - 1968-69 
collage e pellicola su acetato



Moto-Rhytmes 6 - 1959 
olio su tela (rotolo)



Variation sur thème Afrique 
Carbone e grafite su carta




Homme marchant - 1964
olio su tela



Variation sur thème Labyrinthes - 1962




Variation sur thème Labyrinthes - 1963


Le Edizioni Peccolo, Livorno partecipano alla
IX Edizione di Artelibro, Festival del Libro d’Arte 
Fiera ARTELIBRO Palazzo Re Enzo, BOLOGNA  21/23 settembre 2012 
siete inviati a visitarci
e inoltre siete invitati 
Sabato 22 Settembre alle ore 16-17 presso la Sala del Capitano
presentazione e conferenza 
 Edizioni Peccolo, Livorno: Collana Memorie d’Artista e …dintorni

Presentazione della serie di Libri d’Artista editi dalle Edizioni Peccolo, Livorno nella
Collana Memorie d’Artista.

Introdurrà la conversazione il critico d’arte prof. BRUNO CORA’
intervengono gli artisti: IRMA BLANK - LAMBERTO PIGNOTTI –  LUCIO POZZI -
ANTONELLA GANDINI - GRAZIA VARISCO –  ANTONIO VIOLETTA.


GINO  MAROTTA
metacrilati  2003-2010 e Luci colorate 2011-12

Inaugurazione: sabato 15 settembre 2012 alle ore 18,00
Mostra n. 355
Periodo espositivo: da sabato 15 settembre al 16 ottobre 2012
Orari di apertura: h. 10/13 – 16/20 esclusi festivi e lunedì.

Fino dai suoi esordi artistici nei primi anni '60 Gino Marotta (Campobasso 1935) aveva realizzato rilievi, sculture e ambientazioni ritagliando il metacrilato colorato, materiale sino ad allora utilizzato solo per cartellonistica e pannelli pubblicitari. Ricreava in arte la flora e la fauna di una nuova "natura artificiale". 


Nella serie di quadri-rilievi del 2003-2010 esposti in questa sua prima mostra personale livornese Marotta, utilizzando sempre scarti  di metacrilato trasparente e colorato ha dato vita ad una "quadreria artificiale" colorata, sagome plastiche trasparenti dai toni leggeri e dall'atmosfera rarefatta in cui sono riconoscibili  piccoli  paesaggi  immaginari o sognati, quasi istantanee panoramiche o memorie lontane di viaggi esotici. Con i metacrilati colorati di questi ultimi anni sono esposte anche alcune opere della nuova serie "Le Luci colorate" dove all'interno delle lastre trasparenti sono inseriti disegni virtuali e sagome luminose di sue sculture e animali realizzati nel passato. Un momento di lavoro che riprende e ripropone il tema di fondo  di una ricerca artistica che Marotta ancora oggi continua.



SANDRO DE ALEXANDRIS

n.254
dipinti 2009-2012

Inaugurazione: sabato 9 giugno 2012 alle ore 18,00

Periodo espositivo: da sabato 9 giugno al 7 luglio 2012
Orari di apertura: h. 10/13 – 16/20 esclusi festivi e lunedì.



"Le stanze della pittura" così Francesco Tedeschi intitolava il capitolo riguardante questo ultimo ciclo di quadri di Sandro De Alexandris, nella monografia da lui curata per le Edizioni De Ferrari & Devega del 2004.
Ciclo di dipinti iniziato da De Alexandris già nel lontano 1993-94 con cui l'artista  prosegue, ancora oggi, nella  sua tenace, silenziosa, appartata ricerca pittorica Una ricerca e un percorso del tutto personale anche se alcuni critici lo hanno inscritto nell'ambito della continuità della cosiddetta Pittura Analitica degli anni '70. Come dichiara lui stesso: "La pittura, colore che copre colore, che svela colore, dove cancellazioni e svelamenti sono le uniche condizioni visibili sulla superficie e ne rivelano la sua essenza". 
Atteggiamento artistico rigoroso, quello di De Alexandris, che cerca, attraverso questo suo operare di dare un senso all'"accadere della pittura". Una pittura che interroga se stessa: il suo procedere, il suo farsi  nel  percorrere e ripercorrere incessantemente la superficie del quadro, accennando ad una forma, mentre si depone soffice il colore che ne sostanzia il senso. Alcune tracce accennate e segni leggeri si manifetano sulla superficie che diviene così spazio di sospensione e riflessione anche per lo spettatore.  
In mostra a Livorno le recenti "tele" dipinte tra il 2009 e 2012 dai colori tenui, grigi soffusi, rosa lievi o azzurri labili .




Accompagna la mostra un catalogo delle Edizioni Peccolo con riproduzioni delle opere in mostra e con la prefazione di Flaminio Gualdoni.


http://flaminiogualdoni.com/?p=8772

presentazione libro

evento n.353
sabato 14 Aprile 2012 alle ore 18,00
nella sede della galleria Peccolo, piazza Repubblica 12, Livorno

ACHILLE BONITO OLIVA

presenta il Libro d'Artista di
CRISTINA  CRESPO
"grand tour nel giardino della memoria"
Edizioni Peccolo n. 22

DANIEL MILHAUD



n.252
opere su carta e rilievi in plexiglass

Inaugurazione: sabato 10 marzo 2012 alle ore 18,00
Periodo espositivo: da sabato 10 marzo al 10 aprile 2012
Orari di apertura: h. 10/13 – 16/20 esclusi festivi e lunedì.

Artista poliedrico e perenne sperimentatore, nei suoi mutevoli e numerosi lavori usa indifferente la pietra di travertino o il classico marmo di Carrara oppure, costruisce le sue Sculture, utilizzando sia la cartapesta che materiali più moderni e trasparenti, quali plexiglass o  vetro, come nei suoi recenti "relief". Sempre contaminando e assemblando tra loro colori ed elementi diversi. Atteggiamento che perpetua anche nei suoi "Dipinti" dove materiali vari sono inseriti sulla tela insieme col colore e la pittura a creare magiche superfici polimateriche. Tutti gli elementi "estranei" utilizzati e inseriti nei suoi lavori sono  cercati o costruiti sempre guidati dalla volontà di un estraniamento ironico e giocoso. Un funambolico giocoliere "magicien"che mischia le carte della sua arte per sorprenderci costantemente con le sue opere. Daniel Milhaud è nato a Parigi nel 1930, ha passato l'adolescenza in California ha vissuto in Italia da Roma a Firenze e in questi ultimi 15 anni ha scelto di alternare la sua vita artistica tra Parigi e la Versilia: a Pietrasanta, il territorio toscano privilegiato dagli scultori. 
In mostra a Livorno alcuni recenti "relief" parietali  di plexiglass e le gouache su carta della serie "Tète à Tète".
Sarà disponibile un catalogo bilingue con la riproduzione delle opere in mostra,  un saggio introduttivo  e una intervista all'autore di Yan Ciret.

 In occasione della mostra DOMENICA  11 marzo 2012 alle ore 11 CONCERTO  omaggio - musiche di Darius Milhaud - presso l'Auditorium Cesare Chiti  lstituto Superiore di Studi Musicali Pietro Mascagni ,Livorno.
ingresso libero 



FUORI CORRENTE

evento n.251



FUORI CORRENTE

Giovanni BONALDI, Enrico T. DE PARIS, Francesco DE MOLFETTA,
Raffaella FORMENTI, Riccardo GUSMAROLI,
Bruno LUCCA, Elena MODORATI, Antonella ZAZZERA


inaugurazione: sabato 21 gennaio 2012, ore 18,30
periodo espositivo: da sabato 21 gennaio al 9 marzo 2012
orari di apertura: 10/13 - 16/20 esclusi festivi e lunedì


FUORI CORRENTE: una mostra nata in collaborazione tra Roberto Peccolo e Arturo Schwarz, che ne ha scritto la prefazione in catalogo, alla quale sono stati invitati a partecipare otto artisti italiani.
Non è una mostra sull'arte italiana, né su un gruppo o tendenza artistica più o meno generazionale (gli artisti provengono da esperienze e generazioni distanti tra loro), né tanto meno una accrochage che voglia fare il punto o sostenere una qualsiasi situazione. E' una mostra contro tendenza che presta attenzione alle differenze più che alla possibilità di omologazione. Che considera la differenza un valore ma non esclude la possibilità di rintracciare similitudini sottili come bagliori nelle profonde distanze.

Otto artisti che con i loro lavori, così diversi, ancora una volta, ci metteranno nelle condizioni di ri-domandarci che cosa sia l'arte e che cosa lo sia oggi. C'è chi adopera i materiali classici del fare arte, colori e pennelli; chi usa materiali naturali quali la cera e il rame; chi usa fogli bianchi finalizzati a dare vita a forme pertinenti; chi fogli ricchi di tracce, iscrizioni, segnali, sottratti alla quotidianità e al disordine dell'informazione e della comunicazione; chi sostanze plastiche, quasi dei fossili della contemporaneità, che rendono immagini artificiali di paesaggi altrettanto artificiali.

Questi artisti sono tutti giovani trentenni e quarantenni, con tre cinquantenni. Oggi con il considerevole allungamento della media vitale rispetto a solo cinquant’anni fa, questi artisti sono da considerarsi giovani a tutti gli effetti e non solo grazie alla freschezza e innovazione  delle loro poetiche. Tanto più, che, come ricorda Henri Duvernois, “l’età che si ha quando si decide di essere giovani importa poco”
Questa mostra è quindi  una boccata d’aria fresca che ci permette di evitare i miasmi di tanta arte fasulla che le moderne tecniche pubblicitarie riescono ad imporre con l’interessata complicità di certi critici al servizio di alcuni conservatori assetati di notorietà e di altrettanti galleristi che non meritano la qualifica di mercanti d’arte.
Arturo Schwarz, Milano, novembre 2011  

Nel catalogo che accompagna la mostra  la prefazione è di Arturo Schwarz seguita da uno scritto di Federico Sardella e dalle immagini delle opere in mostra. (ISBN 978.88.96294.18.5) 

GIANFRANCO BARUCHELLO

n.250
sabato 10 dicembre 2011 alle ore 18,00

da sabato 10 dicembre al 20 gennaio 2012
Orari di apertura: h.10/13 – 16/20 esclusi festivi e lunedì.

La Galleria Peccolo in concomitanza con l’antologica di Gianfranco Baruchello presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, che si inaugurerà il prossimo 20 Dicembre e con la mostra a Milano presso la Galleria Milano (inauguratasi il 1° dicembre) dedica una mostra omaggio a Baruchello, artista di nascita livornese, nella quale sono ripercorsi i suoi cinquant’anni di lavoro. Saranno esposte opere presentate per la prima volta nella nostra città.


Erodono e Tucide guardano altrove - 2003
acrilici e grafiti su tela - cm 26,5x26


l'aria KOR - 1981
acquarelli su carta - cm 18x24



Hohenstaufen Memorial - 1982
assemblage in scatola - cm 30x20x9,5


Sur la vie sexuelle du Cap.Nemo - 1980
smalti su alluminio - cm 50x50



Meccanizza cioè il SOFT - 1979
smalti su cartoncino cm 36x50,5



Ricostruisce l'atmosfera del '29 - 1979
smalti su cartoncino - cm 36x50,5



Capitano, dice Ming - 1981
acquarelli su carta - cm 18x24


La mostra livornese un succinto excursus tra le diverse fasi del lavoro dell’artista: dai dipinti su tela e su alluminio, ai disegni, agli assemblaggi in scatole di plexi e legno, ai suoi recenti film-video “un altro giorno,un altro giorno,un altro giorno” film-inchiesta del 2007 girato nelle Carceri del Lazio e “The coefficient” presentato nello scorso ottobre alla Serpentine Gallery di Londra durante il Festival “Garden Marathon”.
Sarà inoltre disponibile alla visione del pubblico il numero 10 della rivista-volume “Etant donné Marcel Duschamp”, edita dall’associazione per gli studi su Marcel Duchamp (Parigi); numero interamente dedicato ai rapporti tra Duchamp e Baruchello.

Scrive Baruchello: “Voglia di rischiare tutti gli equilibri, una sorta di estremismo nel dare e nel provare, affidarsi a una ricerca senza curarmi di altre certezze. Mi ero dato, come si vede, e mi do, licenza di contaminare. Quello che conta per me non è infatti il “vero” ( tutta l’arte finge) ma il possibile uso dinamico che io posso fare dell’esperienza del pensiero altrui e mio, nei modi, nelle dosi e nelle casualità degli incontri tra me e l’opera. Disegnare, dipingere, costruire oggetti, dar corso alla voglia di esprimermi in immagini uscendo dagli schemi tradizionali, questo è stato il mio lavoro”

Gianfranco Baruchello è nato nel 1924 a Livorno. Dalla prima infanzia si trasferisce a Roma, dove attualmente vive alternando soggiorni a Parigi. Dalla fine degli anni settanta la Galleria Peccolo segue il suo lavoro: con la mostra personale “L’altra casa” del 1978 e nel febbraio 2003 con opere datate 1964-2002 in occasione della quale è stato pubblicato il volumetto autobiografico di G.B. “Breve storia della mia pittura”.
Si ringraziano per la disponibilità la Fondazione Baruchello di Roma e per la collaborazione Carla Pellegrini della Galleria Milano di Milano.
Nel catalogo che accompagna la mostra è pubblicata un’intervista all’artista
curata da Cristina Olivieri.

http://iltirreno.gelocal.it/livorno/cronaca/2011/12/11/news/50-anni-di-baruchello-alla-galleria-peccolo-5403722